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Rendimenti Bot in risalita (ma sempre negativi)

Sono sempre negativi, ma comunque in risalita (pur leggera) i rendimenti dei Buoni ordinari del Tesoro semestrali offerti a fine dicembre 2015 in asta dal ministero dell’Economia e delle Finanze italiano.

In maniera più dettagliata, il Tesoro ha offerto titoli con scadenza al 30 giugno del 2016 per un ammontare complessivo di 6 miliardi di euro a fronte di una domanda per 7,9 miliardi (per un rapporto di copertura pari a 1,32) con un rendimento del -0,038%, ossia 7 punti base in più rispetto all’asta precedente. Ne consegue, come già anticipato, un rendimento pur sempre negativo ma sempre più vicino alla parità (0%) e il mantenimento di un rapporto di copertura molto soddisfacente, a conferma dell’appeal continuativamente esercitato dai titoli di Stato italiani per i risparmiatori privati. Continua a leggere

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Rialzo tassi Fed, come hanno reagito le Borse?

Come era ampiamente atteso, la Federal Reserve ha prodotto un incremento nei tassi di interesse di riferimento, saliti da 0-0,25% a 0,25-0,50%. E l’effetto tassi Fed si è fatto sentire positivamente sui listini europei, che di fatti hanno conseguito aumenti importanti un pò ovunque. Evidentemente, i mercati azionari hanno apprezzato il rialzo della Banca centrale statunitense, con un aumento dello 0,25% e con l’assicurazione che i futuri rialzi saranno in linea con quello deciso mercoledì, evidentemente sufficiente per rinvigorire un pò l’entusiasmo delle piazze finanziarie internazionali. Continua a leggere

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Opzioni binarie petrolio, nuove previsioni sulla produzione

Con l’avvicinarsi del 4 dicembre, le posizioni dei singoli Paesi OPEC in relazione alle previsioni di produzione stanno emergendo in maniera via via sempre più chiara. In particolare, pare che il numero di Paesi che dovrebbe richiedere sicuramente un taglio della produzione finalizzato a sostenere i prezzi dovrebbe essere pari a quattro, ovvero Venezuela, Ecuador, Algeria e Libia. Continua a leggere

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Ultime previsioni su domanda greggio 2015

Il calo di ieri del greggio sembra essere archiviato, e questa mattina il barile è tornato in territorio positivo. L’API ha riferito che le scorte commerciali di greggio della scorsa settimana sono calate di 0,5 milioni di barili, mentre a Cushing c’è stato un incremento di 1,3 milioni di barili.

La giornata è stata tuttavia di evidente interesse poiché nell’Oil Market Report (OMR) l’International Energy Agency (IEA) ha pubblicato le ultime stime sulla richiesta di greggio, sottolineando che la crescita della domanda globale è prevista per il 2015 in aumento a +1,8 milioni di barili al giorno, per un dato che a ben vedere è il più alto degli ultimi cinque anni (la stima è altresì invariata rispetto a quella del mese di ottobre). Continua a leggere

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Opzioni binarie petrolio, nuove stime sulla produzione di greggio

Proseguono i nostri periodici focus sul greggio e, in particolar modo, sulle stime produttive: un termine di riferimento molto importante per tutti coloro i quali investono in opzioni binarie petrolio e desiderano avere una base di calcolo per cercare di conseguire una previsione più attendibile circa l’evoluzione a breve termine del loro asset “preferito”. Continua a leggere

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Fed non alza tassi, ma dollaro beneficia lo stesso

La Fed non ha alzato nel corso dell’ultima riunione – come era d’altronde facilmente intuibile. Tuttavia, nel comunicato a margine della sua decisione, il FOMC ha lasciato intendere che – a meno di delusioni impreviste sul fronte macroeconomico, o un drammatico acuirsi delle criticità internazionali – potrebbe essere orientata a tale mossa in occasione della prossima riunione del 16 dicembre. Continua a leggere

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Investimenti sicuri con il trading

Fare investimenti sicuri di questi tempi può sembrare un miraggio. Con la crisi economica, i mercati instabili, le nuove società che nascono e muoiono a ritmi velocissimi ed i tanti problemi di reperibilità delle materie prime, dell’energia, causati da picchi di domanda o da sconvolgimenti politici, sono all’ordine del giorno.

Tutto questo, aggiunto alla situazione interna di ogni Paese ed alle particolari legislazioni, rende la nostra epoca molto conflittuale a livello economico, un periodo in cui è difficile stabilire cosa è un investimento sicuro e cosa non lo è. Facciamo l’esempio di Facebook, che nonostante fosse considerato da tutti un cavallo vincente, in borsa è sempre andato malissimo. Continua a leggere

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Dollaro in calo, ma non si prevedono precipizi

Quando è passata oramai una settimana dalla pubblicazione dell’employment report, il dollaro USA rimane in calo, anche se non si prevedono all’orizzonte precipizi radicali. Il calo, in merito, non è dovuto alla presenza di spunti positivi, ma per assenza di novità favorevoli dall’economia USA. Visto e considerato il fattore di cui sopra, riteniamo pertanto che la flessione sia limitata, e che il biglietto verde possa mantenersi ben al di sopra dei minimi di agosto. Nel breve termine, inoltre, il dollaro dovrebbe muoversi in modo laterale, per poi salire di nuovo quando la Fed farà il primo rialzo dei tassi. Continua a leggere

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Forex Yen, il Giappone torna in deflazione

Dopo due anni (e oltre), il Giappone è tornato in deflazione. Non accadeva infatti dall’aprile 2013, ricordava il quotidiano Il Sole 24 Ore, mese in cui il neogovernatore della Banca del Giappone Haruhiko Kuroda varò una sorprendente politica monetaria di allentamento quantitativo e qualitativo, con l’obiettivo dichiarato di una inflazione al 2% entro due anni. Continua a leggere

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Giappone, la Boj alle prese con nuove decisioni monetarie

Non c’è gran pace per il Giappone e, in particolare, per la sua massima istituzione monetaria. In questi giorni la Bank of Japan si trova infatti di fronte a un bivio di fronte ai rinnovati segnali di rallentamento sia dell’economia sia delle spinte inflattive: se affidarsi a ulteriore allentamenti della politica monetaria o ricorrere piuttosto a una nuova manovra di stimoli fiscali. Continua a leggere