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Euro prosegue rimonta su dollaro

Il dollaro ha aperto la settimana in calo, proseguendo dunque la discesa già sperimentata in chiusura della scorsa settimana. L’unico dato macro USA pubblicato poche ore fa sul settore immobiliare è stato un po’ più debole delle attese, ma indicazioni più positive sono attese dai dati sui nuovi cantieri e sulle licenze edilizie. Non sembra tuttavia molto probabile che eventuali sorprese positive da questi dati siano sufficienti a far recuperare al dollaro il calo degli ultimi due giorni.

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Come sta andando la sterlina?

La scorsa settimana la sterlina si è indebolita, ma nei confronti del dollaro si è trattato di un calo piuttosto limitato. Di contro, come risulta più evidente dai dati statistici, più significativo è stato invece il calo contro euro, rispetto al quale la valuta britannica è scesa di più figure, rivedendo i livelli minimi che aveva abbandonato nel 2014, a causa della forza protratta della valuta unica europea.

Per quanto concerne le variabili che stanno influenzando la sterlina, nei giorni scorsi i dati e i sondaggi sulle intenzioni di voto per il referendum UE non sono stati d’aiuto, rimandando ogni analisi e aspettativa a questa settimana. In particolare, sono in corso di uscita i dati di inflazione, attesa in aumento, e successivamente è attesa la riunione della BoE, importante non tanto per i tassi (che resteranno fermi) quanto per i verbali, nei quali la BoE potrà esprimersi in merito agli effetti sull’economia dell’incertezza sull’esito del referendum. Continua a leggere

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Petrolio, Arabia Saudita frena su accordo congelamento produzione

Come ampiamente prevedibile (e previsto), l’accordo sul congelamento della produzione voluto da alcune parti internazionali (es. Russia) continua a trovare intoppi. Ultimo, in ordine di tempo, è quello prodotto dall’Arabia Saudita, convinta sostenitrice dell’intesa, e ora invece in grado di compiere un mezzo passo indietro con l’affermazione di non avere alcuna intenzione di mettere un freno alle estrazioni di greggio, a meno che non lo facciano anche tutti gli altri, Iran compreso. Continua a leggere

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Opzioni binarie sul dollaro, cosa aspettarsi dalla Fed?

La Federal Reserve ha deliberato una breve pausa nella sua corsa al rialzo dei tassi di interesse di riferimento, con l’impressione che tale momento di stand by sia condizionato soprattutto dal deterioramento dello scenario economico finanziario (e socio politico) globale, piuttosto che da elementi endogeni.

Di fatti, sul fronte americano è facile riscontrare come il miglioramento dei dati sia oramai in corso da diverso tempo, con l’obiettivo della piena occupazione che appare essere piuttosto vicino, e con la dinamica dell’inflazione che risulta essere in ulteriore accelerazione. Continua a leggere

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Quantitative easing BCE, ecco cosa si attendono gli analisi JP Morgan

Tra le tante notizie deludenti in ambito macro, quella relativa alla variazione dei prezzi al consumo sembra essere quella maggiormente distante rispetto ai target BCE: l’inflazione della zona euro a gennaio è infatti stata rivista al ribasso al +0,3% su base annua dal +0,4% preliminare, contro stime degli analisti pari a una conferma del dato preliminare. E sebbene rispetto al +0,2% di dicembre c’è comunque stata una lieve accelerazione, è su base mensile che i dati sono più negativi: -1,4%. Continua a leggere

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Fed, ancora opinioni divergenti sul fronte tassi

All’interno della Federal Reserve continuano a sussistere e a consolidarsi delle opinioni nettamente divergenti sul sentiero dei tassi di interesse nel breve termine. L’impressione è che il clima di rinnovata incertezza abbia reso molto più prudenti alcuni membri del comitato, e che dunque a marzo il tutto si riequilibrerà in un nulla di fatto sul fronte del ritocco ai tassi benchmark. Continua a leggere

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Rendimenti Bot in risalita (ma sempre negativi)

Sono sempre negativi, ma comunque in risalita (pur leggera) i rendimenti dei Buoni ordinari del Tesoro semestrali offerti a fine dicembre 2015 in asta dal ministero dell’Economia e delle Finanze italiano.

In maniera più dettagliata, il Tesoro ha offerto titoli con scadenza al 30 giugno del 2016 per un ammontare complessivo di 6 miliardi di euro a fronte di una domanda per 7,9 miliardi (per un rapporto di copertura pari a 1,32) con un rendimento del -0,038%, ossia 7 punti base in più rispetto all’asta precedente. Ne consegue, come già anticipato, un rendimento pur sempre negativo ma sempre più vicino alla parità (0%) e il mantenimento di un rapporto di copertura molto soddisfacente, a conferma dell’appeal continuativamente esercitato dai titoli di Stato italiani per i risparmiatori privati. Continua a leggere

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Rialzo tassi Fed, come hanno reagito le Borse?

Come era ampiamente atteso, la Federal Reserve ha prodotto un incremento nei tassi di interesse di riferimento, saliti da 0-0,25% a 0,25-0,50%. E l’effetto tassi Fed si è fatto sentire positivamente sui listini europei, che di fatti hanno conseguito aumenti importanti un pò ovunque. Evidentemente, i mercati azionari hanno apprezzato il rialzo della Banca centrale statunitense, con un aumento dello 0,25% e con l’assicurazione che i futuri rialzi saranno in linea con quello deciso mercoledì, evidentemente sufficiente per rinvigorire un pò l’entusiasmo delle piazze finanziarie internazionali. Continua a leggere

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Opzioni binarie petrolio, nuove previsioni sulla produzione

Con l’avvicinarsi del 4 dicembre, le posizioni dei singoli Paesi OPEC in relazione alle previsioni di produzione stanno emergendo in maniera via via sempre più chiara. In particolare, pare che il numero di Paesi che dovrebbe richiedere sicuramente un taglio della produzione finalizzato a sostenere i prezzi dovrebbe essere pari a quattro, ovvero Venezuela, Ecuador, Algeria e Libia. Continua a leggere

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Ultime previsioni su domanda greggio 2015

Il calo di ieri del greggio sembra essere archiviato, e questa mattina il barile è tornato in territorio positivo. L’API ha riferito che le scorte commerciali di greggio della scorsa settimana sono calate di 0,5 milioni di barili, mentre a Cushing c’è stato un incremento di 1,3 milioni di barili.

La giornata è stata tuttavia di evidente interesse poiché nell’Oil Market Report (OMR) l’International Energy Agency (IEA) ha pubblicato le ultime stime sulla richiesta di greggio, sottolineando che la crescita della domanda globale è prevista per il 2015 in aumento a +1,8 milioni di barili al giorno, per un dato che a ben vedere è il più alto degli ultimi cinque anni (la stima è altresì invariata rispetto a quella del mese di ottobre). Continua a leggere