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BCE alla prova della prima riunione post Brexit

La Banca centrale europea è attesa dalla prima riunione successiva all’esito del referendum del 23 giugno, che ha decretato la vittoria dei leave e la conseguente Brexit. Ebbene, alla prima riunione dopo il voto britannico, il consiglio direttivo BCE dovrebbe limitarsi a prendere atto dei maggiori rischi verso il basso per la crescita e accentuerà la retorica ultra-accomodante e la guidance sugli acquisti. Continua a leggere

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Banche, l’Italia incassa il sostegno europeo

Le banche italiane tirano un nuovo sospiro di sollievo. Da Bruxelles arriva infatti l’atteso supporto per poter sostenere il sistema bancario nazionale: la Commissione Europea ha infatti approvato in via preventiva uno schema di garanzie statali che può arrivare fino al controvalore di 150 miliardi di euro e che, se necessario, permetterà al governo di intervenire in maniera tale che gli istituti di credito tricolori possano effettivamente far fronte a eventuali crisi di liquidità, evitando che siano i risparmiatori a poterne pagare concretamente le conseguenze. Continua a leggere

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Il miglior broker di opzioni binarie: 24option

Sapete bene che al giorno d’oggi, con tutti i rischi che si corrono a causa delle tante società di intemedizione mobiliare che esistono sul web, conviene stare veramente attenti. Utilizzare un broker senza autorizzazione può essere davvero deleterio, il primo passo per una perdita sicura è proprio l’utilizzo di un fantomatico broker, o almeno uno che si spaccia come tale, salvo poi non avere alcuna autorizzazione. Continua a leggere

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Cosa ha deciso ieri la Bce

Come era ampiamente atteso, ieri nella sua riunione la Banca centrale europea ha lasciato invariato lo stimolo monetario ed il tono della comunicazione. In particolare, a sostegno dell’orientamento consolidato, che è ancora ampiamente accomodante, le nuove stime dello staff confermano le previsioni di inflazione 2017–18. Pertanto, l’effetto del rincaro del prezzo del petrolio attualmente in essere dopo che il greggio ha toccato i suoi minimi storici ad inizio anno, è stato più che compensato dalla revisione al ribasso di un decimo all’anno dell’inflazione core, in assenza di pressioni salariali nella zona euro con l’eccezione della Germania. Continua a leggere

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Quotazioni di ferro, altalena dipendente dalla Cina

Grazie all’ampio rialzo che è stato registrato nel corso del primo trimestre del 2016, le quotazioni del ferro hanno raggiunto i livelli massimi da inizio anno toccando quota 61.5 dollari per tonnellata a inizio marzo 2016. Tuttavia, da tale picco, le quotazioni del ferro hanno successivamente perso terreno, e anche in misura particolarmente celere, andando a scendere verso un livello medio di circa 55 dollari per tonnellata (considerando come riferimento per il materiale ferroso il contratto future sul primo mese scambiato sulla borsa di Singapore AsiaClear, il cui indice è calcolato come una media aritmetica di tutti i prezzi di riferimento pubblicati da The Steel Index riferiti a contratti in scadenza nel corso del mese). Continua a leggere

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Sterlina, attesa per le dichiarazioni della BoE

La sterlina è attesa da una giornata – quella di domani – molto importante per poter orientare le proprie quotazioni. Il perché è chiaro: domani sarà la volta della riunione della Bank of England, che sceglierà di mantenere invariati i tassi di interesse di riferimento allo 0,50% ma fornirà parecchi spunti di interesse. Continua a leggere

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Elezioni Regno Unito, cosa accadrà alla Brexit?

Più volte abbiamo ricordato come la Brexit sia uno degli elementi in grado di influenzare maggiormente il “destino” della sterlina nei prossimi mesi. Pertanto, giova cercare di capire che cosa potrebbe accadere alla Brexit in virtù delle ultime elezioni nel Regno Unito, dove si è votato per il rinnovo di 124 consigli comunali, tra cui quello più importante, a Londra, oltre a tre parlamenti regionali (Galles, Scozia, Irlanda del Nord). Continua a leggere

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Euro prosegue rimonta su dollaro

Il dollaro ha aperto la settimana in calo, proseguendo dunque la discesa già sperimentata in chiusura della scorsa settimana. L’unico dato macro USA pubblicato poche ore fa sul settore immobiliare è stato un po’ più debole delle attese, ma indicazioni più positive sono attese dai dati sui nuovi cantieri e sulle licenze edilizie. Non sembra tuttavia molto probabile che eventuali sorprese positive da questi dati siano sufficienti a far recuperare al dollaro il calo degli ultimi due giorni.

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Come sta andando la sterlina?

La scorsa settimana la sterlina si è indebolita, ma nei confronti del dollaro si è trattato di un calo piuttosto limitato. Di contro, come risulta più evidente dai dati statistici, più significativo è stato invece il calo contro euro, rispetto al quale la valuta britannica è scesa di più figure, rivedendo i livelli minimi che aveva abbandonato nel 2014, a causa della forza protratta della valuta unica europea.

Per quanto concerne le variabili che stanno influenzando la sterlina, nei giorni scorsi i dati e i sondaggi sulle intenzioni di voto per il referendum UE non sono stati d’aiuto, rimandando ogni analisi e aspettativa a questa settimana. In particolare, sono in corso di uscita i dati di inflazione, attesa in aumento, e successivamente è attesa la riunione della BoE, importante non tanto per i tassi (che resteranno fermi) quanto per i verbali, nei quali la BoE potrà esprimersi in merito agli effetti sull’economia dell’incertezza sull’esito del referendum. Continua a leggere

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Petrolio, Arabia Saudita frena su accordo congelamento produzione

Come ampiamente prevedibile (e previsto), l’accordo sul congelamento della produzione voluto da alcune parti internazionali (es. Russia) continua a trovare intoppi. Ultimo, in ordine di tempo, è quello prodotto dall’Arabia Saudita, convinta sostenitrice dell’intesa, e ora invece in grado di compiere un mezzo passo indietro con l’affermazione di non avere alcuna intenzione di mettere un freno alle estrazioni di greggio, a meno che non lo facciano anche tutti gli altri, Iran compreso. Continua a leggere