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Quotazioni di ferro, altalena dipendente dalla Cina

Grazie all’ampio rialzo che è stato registrato nel corso del primo trimestre del 2016, le quotazioni del ferro hanno raggiunto i livelli massimi da inizio anno toccando quota 61.5 dollari per tonnellata a inizio marzo 2016. Tuttavia, da tale picco, le quotazioni del ferro hanno successivamente perso terreno, e anche in misura particolarmente celere, andando a scendere verso un livello medio di circa 55 dollari per tonnellata (considerando come riferimento per il materiale ferroso il contratto future sul primo mese scambiato sulla borsa di Singapore AsiaClear, il cui indice è calcolato come una media aritmetica di tutti i prezzi di riferimento pubblicati da The Steel Index riferiti a contratti in scadenza nel corso del mese). Continua a leggere

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Sterlina, attesa per le dichiarazioni della BoE

La sterlina è attesa da una giornata – quella di domani – molto importante per poter orientare le proprie quotazioni. Il perché è chiaro: domani sarà la volta della riunione della Bank of England, che sceglierà di mantenere invariati i tassi di interesse di riferimento allo 0,50% ma fornirà parecchi spunti di interesse. Continua a leggere

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Elezioni Regno Unito, cosa accadrà alla Brexit?

Più volte abbiamo ricordato come la Brexit sia uno degli elementi in grado di influenzare maggiormente il “destino” della sterlina nei prossimi mesi. Pertanto, giova cercare di capire che cosa potrebbe accadere alla Brexit in virtù delle ultime elezioni nel Regno Unito, dove si è votato per il rinnovo di 124 consigli comunali, tra cui quello più importante, a Londra, oltre a tre parlamenti regionali (Galles, Scozia, Irlanda del Nord). Continua a leggere

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Euro prosegue rimonta su dollaro

Il dollaro ha aperto la settimana in calo, proseguendo dunque la discesa già sperimentata in chiusura della scorsa settimana. L’unico dato macro USA pubblicato poche ore fa sul settore immobiliare è stato un po’ più debole delle attese, ma indicazioni più positive sono attese dai dati sui nuovi cantieri e sulle licenze edilizie. Non sembra tuttavia molto probabile che eventuali sorprese positive da questi dati siano sufficienti a far recuperare al dollaro il calo degli ultimi due giorni.

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Come sta andando la sterlina?

La scorsa settimana la sterlina si è indebolita, ma nei confronti del dollaro si è trattato di un calo piuttosto limitato. Di contro, come risulta più evidente dai dati statistici, più significativo è stato invece il calo contro euro, rispetto al quale la valuta britannica è scesa di più figure, rivedendo i livelli minimi che aveva abbandonato nel 2014, a causa della forza protratta della valuta unica europea.

Per quanto concerne le variabili che stanno influenzando la sterlina, nei giorni scorsi i dati e i sondaggi sulle intenzioni di voto per il referendum UE non sono stati d’aiuto, rimandando ogni analisi e aspettativa a questa settimana. In particolare, sono in corso di uscita i dati di inflazione, attesa in aumento, e successivamente è attesa la riunione della BoE, importante non tanto per i tassi (che resteranno fermi) quanto per i verbali, nei quali la BoE potrà esprimersi in merito agli effetti sull’economia dell’incertezza sull’esito del referendum. Continua a leggere

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Petrolio, Arabia Saudita frena su accordo congelamento produzione

Come ampiamente prevedibile (e previsto), l’accordo sul congelamento della produzione voluto da alcune parti internazionali (es. Russia) continua a trovare intoppi. Ultimo, in ordine di tempo, è quello prodotto dall’Arabia Saudita, convinta sostenitrice dell’intesa, e ora invece in grado di compiere un mezzo passo indietro con l’affermazione di non avere alcuna intenzione di mettere un freno alle estrazioni di greggio, a meno che non lo facciano anche tutti gli altri, Iran compreso. Continua a leggere

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Opzioni binarie sul dollaro, cosa aspettarsi dalla Fed?

La Federal Reserve ha deliberato una breve pausa nella sua corsa al rialzo dei tassi di interesse di riferimento, con l’impressione che tale momento di stand by sia condizionato soprattutto dal deterioramento dello scenario economico finanziario (e socio politico) globale, piuttosto che da elementi endogeni.

Di fatti, sul fronte americano è facile riscontrare come il miglioramento dei dati sia oramai in corso da diverso tempo, con l’obiettivo della piena occupazione che appare essere piuttosto vicino, e con la dinamica dell’inflazione che risulta essere in ulteriore accelerazione. Continua a leggere

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Quantitative easing BCE, ecco cosa si attendono gli analisi JP Morgan

Tra le tante notizie deludenti in ambito macro, quella relativa alla variazione dei prezzi al consumo sembra essere quella maggiormente distante rispetto ai target BCE: l’inflazione della zona euro a gennaio è infatti stata rivista al ribasso al +0,3% su base annua dal +0,4% preliminare, contro stime degli analisti pari a una conferma del dato preliminare. E sebbene rispetto al +0,2% di dicembre c’è comunque stata una lieve accelerazione, è su base mensile che i dati sono più negativi: -1,4%. Continua a leggere

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Fed, ancora opinioni divergenti sul fronte tassi

All’interno della Federal Reserve continuano a sussistere e a consolidarsi delle opinioni nettamente divergenti sul sentiero dei tassi di interesse nel breve termine. L’impressione è che il clima di rinnovata incertezza abbia reso molto più prudenti alcuni membri del comitato, e che dunque a marzo il tutto si riequilibrerà in un nulla di fatto sul fronte del ritocco ai tassi benchmark. Continua a leggere

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Rendimenti Bot in risalita (ma sempre negativi)

Sono sempre negativi, ma comunque in risalita (pur leggera) i rendimenti dei Buoni ordinari del Tesoro semestrali offerti a fine dicembre 2015 in asta dal ministero dell’Economia e delle Finanze italiano.

In maniera più dettagliata, il Tesoro ha offerto titoli con scadenza al 30 giugno del 2016 per un ammontare complessivo di 6 miliardi di euro a fronte di una domanda per 7,9 miliardi (per un rapporto di copertura pari a 1,32) con un rendimento del -0,038%, ossia 7 punti base in più rispetto all’asta precedente. Ne consegue, come già anticipato, un rendimento pur sempre negativo ma sempre più vicino alla parità (0%) e il mantenimento di un rapporto di copertura molto soddisfacente, a conferma dell’appeal continuativamente esercitato dai titoli di Stato italiani per i risparmiatori privati. Continua a leggere