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Azionario USA, prosegue il periodo positivo

Continua il buon periodo del mercato azionario USA, e si conferma il contesto positivo per il listino statunitense, con i principali indici che rinnovano i massimi assoluti: la contemporaneità nel raggiungimento di tali livelli non si registrava dal 1999. Permane, dunque, la propensione al rischio, sostenuta dall’effetto Trump, sulle attese che i tagli fiscali e l’aumento della spesa pubblica producano importanti ripercussioni sugli utili societari, nonostante il deciso rafforzamento del dollaro. La salita, che caratterizza l’attuale movimento, si conferma però particolarmente ripida e il contesto di elevato ipercomprato potrebbero lasciare spazio a fisiologiche prese di beneficio nel breve periodo. Continua a leggere

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Sterlina, soft Brexit più vicina: meglio così?

Il percorso verso l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea negli ultimi giorni sembra essere diventato un po’ più accidentato e, forse, “migliore” per entrambe le parti: l’Alta Corte inglese ha infatti imposto al governo di ottenere un mandato parlamentare per il negoziato. Non certo uno stop definitivo al processo della Brexit (anzi), ma un cavillo tecnico legale che dovrebbe apportare qualche migliore approccio. Continua a leggere

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Elezioni presidenziali USA, ecco che cosa potrebbe capitare

L’8 novembre 2016 sono in programma le nuove elezioni americane per eleggere il nuovo presidente degli Stati Uniti, rinnovare tutta la Camera (435 seggi) e un terzo del Senato (34 su 100 seggi). L’esito del voto di novembre è evidentemente più rilevante per lo scenario geopolitico piuttosto che per quello economico, con il nuovo presidente che potrebbe pertanto impattare in misura più significativa sul fronte delle relazioni internazionali, piuttosto che sul fronte della gestione delle politiche economiche interne, dove il potere del presidente è mediato dal Congresso. Continua a leggere

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Cambio euro / dollaro poco mosso in attesa delle decisioni delle banche centrali

Dopo la chiusura ieri per il Labor Day, i mercati USA hanno riaperto i battenti e, fin dai primi minuti, è parso piuttosto chiaro come gli occhi saranno puntati soprattutto sull’ISM non-manifatturiero, particolarmente importante questo mese dopo la delusione dell’ISM manifatturiero e l’employment report che è risultato essere positivo, ma meno del previsto. Le attese per questo dato del calendario macro sono per un marginale calo, che permetterebbe comunque una sostanziale stabilizzazione su livelli che rimangono decisamente elevati. Continua a leggere

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Fed, probabilità di rialzo tassi a fine anno al 43%

Sono piuttosto negative le notizie per tutti coloro i quali attendevano con ansia un potenziale rialzo dei tassi di interesse di riferimento per la Federal Reserve nel corso dei prossimi mesi. Le possibilità che l’istituto monetario centrale statunitense possa effettivamente propendere verso una simile decisione stanno infatti drasticamente calando, e niente (o poco) permetterà ai decisori di politica monetaria della Federal Reserve di poter cambiare le idee che attualmente si sono formate in seno al FOMC, in relazione alla necessità, o possibilità, di lasciare ancora invariati i tassi di riferimento nel corso della prossima riunione in programma a settembre e, ancora, nelle occasioni successive che si accingeranno a chiudere il 2016 con un nulla di fatto. Continua a leggere

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Governo giapponese approva piano di stimolo

Dopo lunghe attese e qualche perplessità finale da parte degli analisti, il governo giapponese ha finalmente approvato il tanto atteso pacchetto di misure di stimolo economico, valutato in complessivi 28,1 trilioni di yen. Di tale controvalore, la parte di stimolo fiscale ammonta a 13,5 trilioni di yen, di cui 7,5 trilioni di yen di spesa pubblica (cioè, addebitata al governo e alle amministrazioni locali) e 6,0 trilioni di yen che sono invece destinati al Fiscal Investment and Loan Program (cioè, ai prestiti pubblici a tasso agevolato finalizzati ad accelerare la costruzione di infrastrutture-chiave). Continua a leggere

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BCE alla prova della prima riunione post Brexit

La Banca centrale europea è attesa dalla prima riunione successiva all’esito del referendum del 23 giugno, che ha decretato la vittoria dei leave e la conseguente Brexit. Ebbene, alla prima riunione dopo il voto britannico, il consiglio direttivo BCE dovrebbe limitarsi a prendere atto dei maggiori rischi verso il basso per la crescita e accentuerà la retorica ultra-accomodante e la guidance sugli acquisti. Continua a leggere

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Banche, l’Italia incassa il sostegno europeo

Le banche italiane tirano un nuovo sospiro di sollievo. Da Bruxelles arriva infatti l’atteso supporto per poter sostenere il sistema bancario nazionale: la Commissione Europea ha infatti approvato in via preventiva uno schema di garanzie statali che può arrivare fino al controvalore di 150 miliardi di euro e che, se necessario, permetterà al governo di intervenire in maniera tale che gli istituti di credito tricolori possano effettivamente far fronte a eventuali crisi di liquidità, evitando che siano i risparmiatori a poterne pagare concretamente le conseguenze. Continua a leggere

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Il miglior broker di opzioni binarie: 24option

Sapete bene che al giorno d’oggi, con tutti i rischi che si corrono a causa delle tante società di intemedizione mobiliare che esistono sul web, conviene stare veramente attenti. Utilizzare un broker senza autorizzazione può essere davvero deleterio, il primo passo per una perdita sicura è proprio l’utilizzo di un fantomatico broker, o almeno uno che si spaccia come tale, salvo poi non avere alcuna autorizzazione. Continua a leggere

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Cosa ha deciso ieri la Bce

Come era ampiamente atteso, ieri nella sua riunione la Banca centrale europea ha lasciato invariato lo stimolo monetario ed il tono della comunicazione. In particolare, a sostegno dell’orientamento consolidato, che è ancora ampiamente accomodante, le nuove stime dello staff confermano le previsioni di inflazione 2017–18. Pertanto, l’effetto del rincaro del prezzo del petrolio attualmente in essere dopo che il greggio ha toccato i suoi minimi storici ad inizio anno, è stato più che compensato dalla revisione al ribasso di un decimo all’anno dell’inflazione core, in assenza di pressioni salariali nella zona euro con l’eccezione della Germania. Continua a leggere