Archivio dell'autore: Gennaro

Migliora l’indice di fiducia economica europea

Nell’eurozona l’indice di fiducia economica che viene elaborato dalla Commissione Europea è aumentato a febbraio di un decimo di punto percentuale, più o meno in linea con il consenso dei principali analisti finanziari, a 108,0 punti da 107,9 punti. Peraltro, il livello ora raggiunto dall’indice di fiducia economica europea è un massimo da marzo 2011 a questa parte, per il sesto aumento consecutivo. Continua a leggere

Forex, BCE rassicura su propria politica super accomodante

Mentre la BCE rassicura i mercati finanziari sulla volontà di prolungare ancora per diverso tempo la propria politica monetaria super accomodante, a deprimere il biglietto verde sembrano essere le visibili incognite riguardanti le misure protezionistiche allo studio dello staff di Trump: i primi provvedimenti assunti dalla nuova amministrazione sembrano d’altronde essere molto confusi e contrastanti, e le asperità apertesi all’interno del partito repubblicano tra i sostenitori del tycoon e coloro che invece vorrebbero posizioni più moderate, sono il biglietto da visita di quel che potrebbe avvenire nel prossimo futuro. Continua a leggere

Trading Dollaro, cresce la fiducia dei consumatori

Negli Stati Uniti i dati pubblicati qualche giorno fa hanno visto un significativo aumento della fiducia dei consumatori, che è risultato essere particolarmente marcato nel corso del mese di dicembre. L’indice elaborato dalla Conference Board – nella sua ultima elaborazione dello scorso anno – è salito, infatti, ai massimi dall’agosto 2001 passando dai 109,4 punti di novembre a 113,7 punti e superando così il consenso di 109,0 punti, formulato dagli analisti internazionali. Continua a leggere

Azionario USA, prosegue il periodo positivo

Continua il buon periodo del mercato azionario USA, e si conferma il contesto positivo per il listino statunitense, con i principali indici che rinnovano i massimi assoluti: la contemporaneità nel raggiungimento di tali livelli non si registrava dal 1999. Permane, dunque, la propensione al rischio, sostenuta dall’effetto Trump, sulle attese che i tagli fiscali e l’aumento della spesa pubblica producano importanti ripercussioni sugli utili societari, nonostante il deciso rafforzamento del dollaro. La salita, che caratterizza l’attuale movimento, si conferma però particolarmente ripida e il contesto di elevato ipercomprato potrebbero lasciare spazio a fisiologiche prese di beneficio nel breve periodo. Continua a leggere

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Sterlina, soft Brexit più vicina: meglio così?

Il percorso verso l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea negli ultimi giorni sembra essere diventato un po’ più accidentato e, forse, “migliore” per entrambe le parti: l’Alta Corte inglese ha infatti imposto al governo di ottenere un mandato parlamentare per il negoziato. Non certo uno stop definitivo al processo della Brexit (anzi), ma un cavillo tecnico legale che dovrebbe apportare qualche migliore approccio. Continua a leggere

Elezioni presidenziali USA, ecco che cosa potrebbe capitare

L’8 novembre 2016 sono in programma le nuove elezioni americane per eleggere il nuovo presidente degli Stati Uniti, rinnovare tutta la Camera (435 seggi) e un terzo del Senato (34 su 100 seggi). L’esito del voto di novembre è evidentemente più rilevante per lo scenario geopolitico piuttosto che per quello economico, con il nuovo presidente che potrebbe pertanto impattare in misura più significativa sul fronte delle relazioni internazionali, piuttosto che sul fronte della gestione delle politiche economiche interne, dove il potere del presidente è mediato dal Congresso. Continua a leggere

Cambio euro / dollaro poco mosso in attesa delle decisioni delle banche centrali

Dopo la chiusura ieri per il Labor Day, i mercati USA hanno riaperto i battenti e, fin dai primi minuti, è parso piuttosto chiaro come gli occhi saranno puntati soprattutto sull’ISM non-manifatturiero, particolarmente importante questo mese dopo la delusione dell’ISM manifatturiero e l’employment report che è risultato essere positivo, ma meno del previsto. Le attese per questo dato del calendario macro sono per un marginale calo, che permetterebbe comunque una sostanziale stabilizzazione su livelli che rimangono decisamente elevati. Continua a leggere

Fed, probabilità di rialzo tassi a fine anno al 43%

Sono piuttosto negative le notizie per tutti coloro i quali attendevano con ansia un potenziale rialzo dei tassi di interesse di riferimento per la Federal Reserve nel corso dei prossimi mesi. Le possibilità che l’istituto monetario centrale statunitense possa effettivamente propendere verso una simile decisione stanno infatti drasticamente calando, e niente (o poco) permetterà ai decisori di politica monetaria della Federal Reserve di poter cambiare le idee che attualmente si sono formate in seno al FOMC, in relazione alla necessità, o possibilità, di lasciare ancora invariati i tassi di riferimento nel corso della prossima riunione in programma a settembre e, ancora, nelle occasioni successive che si accingeranno a chiudere il 2016 con un nulla di fatto. Continua a leggere

Governo giapponese approva piano di stimolo

Dopo lunghe attese e qualche perplessità finale da parte degli analisti, il governo giapponese ha finalmente approvato il tanto atteso pacchetto di misure di stimolo economico, valutato in complessivi 28,1 trilioni di yen. Di tale controvalore, la parte di stimolo fiscale ammonta a 13,5 trilioni di yen, di cui 7,5 trilioni di yen di spesa pubblica (cioè, addebitata al governo e alle amministrazioni locali) e 6,0 trilioni di yen che sono invece destinati al Fiscal Investment and Loan Program (cioè, ai prestiti pubblici a tasso agevolato finalizzati ad accelerare la costruzione di infrastrutture-chiave). Continua a leggere

BCE alla prova della prima riunione post Brexit

La Banca centrale europea è attesa dalla prima riunione successiva all’esito del referendum del 23 giugno, che ha decretato la vittoria dei leave e la conseguente Brexit. Ebbene, alla prima riunione dopo il voto britannico, il consiglio direttivo BCE dovrebbe limitarsi a prendere atto dei maggiori rischi verso il basso per la crescita e accentuerà la retorica ultra-accomodante e la guidance sugli acquisti. Continua a leggere