Azionario USA, prosegue il periodo positivo

Continua il buon periodo del mercato azionario USA, e si conferma il contesto positivo per il listino statunitense, con i principali indici che rinnovano i massimi assoluti: la contemporaneità nel raggiungimento di tali livelli non si registrava dal 1999. Permane, dunque, la propensione al rischio, sostenuta dall’effetto Trump, sulle attese che i tagli fiscali e l’aumento della spesa pubblica producano importanti ripercussioni sugli utili societari, nonostante il deciso rafforzamento del dollaro. La salita, che caratterizza l’attuale movimento, si conferma però particolarmente ripida e il contesto di elevato ipercomprato potrebbero lasciare spazio a fisiologiche prese di beneficio nel breve periodo.

Un contributo positivo agli allunghi di mercato arriva dalla maggioranza dei comparti statunitensi, con Energia e Risorse di base che mantengono l’intonazione positiva dell’attuale contesto. Le attese per un accordo tra i produttori internazionali di greggio sul livello di output da una parte e gli effetti di una politica espansiva statunitense dall’altro hanno rappresentato i driver più importanti per i settori, con il primo dei due che si è certamente risolto positivamente, e il secondo che è ancora un pò aleatorio.

Tra gli altri settori, il telefonico reagisce dai minimi degli ultimi dieci mesi, con le valutazioni tornate più contenute, dopo la correzione avviata dai massimi della scorsa estate; il comparto quota ora a multipli di PE più contenuti sia rispetto a quelli dell’S&P500 che alla media storica 2009-15. Il Retail rinnova i massimi storici, sulle attese di una stagione di acquisti natalizi a supporto delle crescite dei risultati di bilancio per i gruppi del settore. A tal proposito, la National Retail Federation (NRF) si attende un incremento delle vendite in aumento su base annua del 3,6 per cento, a un livello superiore alla media degli ultimi 10 anni.

Tra gli elementi da tenere sotto controllo nei prossimi giorni, la crescente attesa nei confronti della riunione della Federal Reserve, con il FOMC che dovrebbe finalmente deliberare l’incremento del costo del denaro, con un rialzo dei fed funds nella misura di 25 punti base. Vedremo se, effettivamente, le attese – almeno questa volta! – verranno o meno pienamente rispettate.

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