Banche, l’Italia incassa il sostegno europeo

Le banche italiane tirano un nuovo sospiro di sollievo. Da Bruxelles arriva infatti l’atteso supporto per poter sostenere il sistema bancario nazionale: la Commissione Europea ha infatti approvato in via preventiva uno schema di garanzie statali che può arrivare fino al controvalore di 150 miliardi di euro e che, se necessario, permetterà al governo di intervenire in maniera tale che gli istituti di credito tricolori possano effettivamente far fronte a eventuali crisi di liquidità, evitando che siano i risparmiatori a poterne pagare concretamente le conseguenze.

Naturalmente, si tratta – in buona evidenza – di una sorta di soluzione “tampone”, da utilizzarsi in casi di necessità nel breve periodo. Tuttavia, non è certo la soluzione definitiva, visto e considerato che una simile scelta non può conferire al sistema bancario una paracadute infinitamente solido. È anche vero che è bastata una simile decisione, e il correlato annuncio, per poter far tirare il già ricordato sospiro di sollievo alle banche italiane, e per poter far salire la Borsa di Milano, particolarmente depressa in seguito all’esito del referendum della Brexit dello scorso 23 giugno.

Ad ogni modo, Bruxelles ha accompagnato tale decisione ricordando che non vi sono aspettative che sopravvenga effettivamente la necessità di utilizzare tale strumento, che viene quindi elevato a mera misura di cautela, da utilizzarsi solo ed esclusivamente da banche solvibili che devono far fronte a temporanee esigenze di liquidità, e non pertanto da banche in odor di fallimento. Pertanto, lo strumento di cui si è detto non potrà essere utilizzato come strumento di ricapitalizzazione da parte delle banche che necessitano di un rafforzamento patrimoniale.

In latri termini, precisa ulteriormente Bruxelles, lo schema di garanzia che sopra si è avuto modo brevemente di accennare serve a evitare che in caso di forti tensioni sui mercati, le banche non riescano più a far fronte alle richieste dei depositanti o alle scadenze previste. Concretamente, le banche che avranno bisogno di liquidità potranno emettere nuovo debito senior (che pertanto non è convertibile in azioni delle banche, come invece era previsto con i Monti Bond), che sarà garantito dallo Stato.

Per gli istituti di credito si tratta di un approvvigionamento di liquidità molto meno oneroso delle principali alternative, perchè a differenza – ad esempio – delle aste della Bce, che pure possono fornire soldi a tasso zero, non comporta la fornitura di asset da utilizzarsi come collaterale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *