BCE alla prova della prima riunione post Brexit

La Banca centrale europea è attesa dalla prima riunione successiva all’esito del referendum del 23 giugno, che ha decretato la vittoria dei leave e la conseguente Brexit. Ebbene, alla prima riunione dopo il voto britannico, il consiglio direttivo BCE dovrebbe limitarsi a prendere atto dei maggiori rischi verso il basso per la crescita e accentuerà la retorica ultra-accomodante e la guidance sugli acquisti.

Insomma, a ben vedere la riunione dovrebbe concludersi con un nulla di fatto in ottica concreta, e con il rinnovamento della consueta comunicazione retorica. È invece ben poco probabile che il consiglio decida modifiche sostanziali dello stimolo monetario già a luglio: al più, la BCE potrebbe annunciare aggiustamenti tecnici ai parametri dell’APP per preparare un’eventuale estensione temporale del programma e/o un aumento dei volumi a settembre, quando peraltro si avranno maggiori dati a disposizione per poter verificare con maggiore consapevolezza quel che starà accadendo in un’estate sicuramente molto più complessa di quanto non fosse possibile ipotizzare non troppo tempo fa.

Complessivamente, vi è la buona evidenza che sia troppo presto per misurare l’impatto del voto inglese sull’economia reale, e la reazione di impatto della fiducia di famiglie e imprese non è necessariamente affidabile a fronte di eventi caratterizzati da sovraesposizione mediatica. Nel contempo, le ripercussioni sulle condizioni finanziarie nell’Eurozona sono state insignificanti, e nel complesso anche favorevoli. Infine, più membri del Consiglio hanno ricordato che parte dello stimolo annunciato a marzo deve essere ancora attivato tramite i maggiori acquisti e prossime TLTRO II – sottolineano gli analisti ISP, con dichiarazioni ampiamente condivisibili.

Per quanto concerne i principali appuntamenti con il calendario macro economico odierno, spicca la pubblicazione dell’indice francese INSEE, sulla fiducia presso le imprese manifatturiere, che dovrebbe risalire a 103 a luglio da 102. Nel mese si dovrebbe vedere una leggera progressione dell’attività e un nuovo miglioramento della produzione attesa. L’indice viaggia ora stabilmente al di sopra della media di lungo periodo ed è coerente con una moderata espansione della produzione manifatturiera nella parte centrale dell’anno.

Insomma, la giornata non dovrebbe concludersi con particolari novità sul fronte della BCE, e l’euro – ancor più di quanto avvenuto in altre occasioni passate – non dovrebbe pertanto subirne particolari conseguenze operative sui principali cross valutari.

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