Cambio euro / dollaro poco mosso in attesa delle decisioni delle banche centrali

Dopo la chiusura ieri per il Labor Day, i mercati USA hanno riaperto i battenti e, fin dai primi minuti, è parso piuttosto chiaro come gli occhi saranno puntati soprattutto sull’ISM non-manifatturiero, particolarmente importante questo mese dopo la delusione dell’ISM manifatturiero e l’employment report che è risultato essere positivo, ma meno del previsto. Le attese per questo dato del calendario macro sono per un marginale calo, che permetterebbe comunque una sostanziale stabilizzazione su livelli che rimangono decisamente elevati.

A meno di sorprese particolarmente positive il dato non dovrebbe comunque avere un impatto rialzista significativo sul dollaro statunitense, ma dovrebbe bensì aiutarlo a stabilizzarsi. Un impatto maggiore potrebbero invece avere i discorsi Fed, soprattutto per verificare se l’employment report abbia o meno modificato gli orientamenti verso un prossimo rialzo dei tassi.

Anche dalle parti dell’euro c’è grande attesa. La valuta unica europea è rimasta in prossimità dei minimi di venerdì scorso, indebolita dalla revisione al ribasso dei PMI di agosto rispetto alla stima preliminare. Questa mattina verrà pubblicata la stima finale del Pil dell’area nel 2° trimestre, da cui si attende conferma dell’ampiezza del rallentamento della crescita. L’euro dovrebbe pertanto restare poco mosso in area 1,11 EUR/USD in attesa di indicazioni chiarificatrici dalla riunione BCE di giovedì.

Per quanto attiene le altre valute, la sterlina si è apprezzata ulteriormente grazie all’ottimo PMI servizi che è rimbalzato più del previsto in agosto da 47,4 a 52,9. La valuta britannica ha così ulteriormente esteso i progressi contro dollaro e contro euro, nell’attesa di qualche novità sul fronte BoE, con gli attesi discorsi di Carney e di altri membri della banca centrale, che saranno utili per poter comprendere se e come la valutazione dell’impatto di Brexit si sia modificata alla luce dell’ultima tornata di dati.

Chiudiamo infine con un breve cenno sullo yen, che si è rafforzato dopo che poche ore fa Hamada, consigliere economico del primo ministro Abe, ha dichiarato che la BoJ dovrebbe aspettare di vedere cosa farà la Fed alla riunione del 21 settembre prima di decidere se e come aumentare lo stimolo monetario. La riunione BoJ si terrà questo mese lo stesso giorno della Fed, il che aumenta l’incertezza sull’esito dell’incontro e nel frattempo contribuisce a mantenere supportato lo yen. Un rialzo Fed fra due settimane dovrebbe comunque favorire un indebolimento dello yen.

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