Archivio della categoria: News

Migliora l’indice di fiducia economica europea

Nell’eurozona l’indice di fiducia economica che viene elaborato dalla Commissione Europea è aumentato a febbraio di un decimo di punto percentuale, più o meno in linea con il consenso dei principali analisti finanziari, a 108,0 punti da 107,9 punti. Peraltro, il livello ora raggiunto dall’indice di fiducia economica europea è un massimo da marzo 2011 a questa parte, per il sesto aumento consecutivo. Continua a leggere

Azionario USA, prosegue il periodo positivo

Continua il buon periodo del mercato azionario USA, e si conferma il contesto positivo per il listino statunitense, con i principali indici che rinnovano i massimi assoluti: la contemporaneità nel raggiungimento di tali livelli non si registrava dal 1999. Permane, dunque, la propensione al rischio, sostenuta dall’effetto Trump, sulle attese che i tagli fiscali e l’aumento della spesa pubblica producano importanti ripercussioni sugli utili societari, nonostante il deciso rafforzamento del dollaro. La salita, che caratterizza l’attuale movimento, si conferma però particolarmente ripida e il contesto di elevato ipercomprato potrebbero lasciare spazio a fisiologiche prese di beneficio nel breve periodo. Continua a leggere

Elezioni presidenziali USA, ecco che cosa potrebbe capitare

L’8 novembre 2016 sono in programma le nuove elezioni americane per eleggere il nuovo presidente degli Stati Uniti, rinnovare tutta la Camera (435 seggi) e un terzo del Senato (34 su 100 seggi). L’esito del voto di novembre è evidentemente più rilevante per lo scenario geopolitico piuttosto che per quello economico, con il nuovo presidente che potrebbe pertanto impattare in misura più significativa sul fronte delle relazioni internazionali, piuttosto che sul fronte della gestione delle politiche economiche interne, dove il potere del presidente è mediato dal Congresso. Continua a leggere

Fed, probabilità di rialzo tassi a fine anno al 43%

Sono piuttosto negative le notizie per tutti coloro i quali attendevano con ansia un potenziale rialzo dei tassi di interesse di riferimento per la Federal Reserve nel corso dei prossimi mesi. Le possibilità che l’istituto monetario centrale statunitense possa effettivamente propendere verso una simile decisione stanno infatti drasticamente calando, e niente (o poco) permetterà ai decisori di politica monetaria della Federal Reserve di poter cambiare le idee che attualmente si sono formate in seno al FOMC, in relazione alla necessità, o possibilità, di lasciare ancora invariati i tassi di riferimento nel corso della prossima riunione in programma a settembre e, ancora, nelle occasioni successive che si accingeranno a chiudere il 2016 con un nulla di fatto. Continua a leggere

Banche, l’Italia incassa il sostegno europeo

Le banche italiane tirano un nuovo sospiro di sollievo. Da Bruxelles arriva infatti l’atteso supporto per poter sostenere il sistema bancario nazionale: la Commissione Europea ha infatti approvato in via preventiva uno schema di garanzie statali che può arrivare fino al controvalore di 150 miliardi di euro e che, se necessario, permetterà al governo di intervenire in maniera tale che gli istituti di credito tricolori possano effettivamente far fronte a eventuali crisi di liquidità, evitando che siano i risparmiatori a poterne pagare concretamente le conseguenze. Continua a leggere

Cosa ha deciso ieri la Bce

Come era ampiamente atteso, ieri nella sua riunione la Banca centrale europea ha lasciato invariato lo stimolo monetario ed il tono della comunicazione. In particolare, a sostegno dell’orientamento consolidato, che è ancora ampiamente accomodante, le nuove stime dello staff confermano le previsioni di inflazione 2017–18. Pertanto, l’effetto del rincaro del prezzo del petrolio attualmente in essere dopo che il greggio ha toccato i suoi minimi storici ad inizio anno, è stato più che compensato dalla revisione al ribasso di un decimo all’anno dell’inflazione core, in assenza di pressioni salariali nella zona euro con l’eccezione della Germania. Continua a leggere

Quotazioni di ferro, altalena dipendente dalla Cina

Grazie all’ampio rialzo che è stato registrato nel corso del primo trimestre del 2016, le quotazioni del ferro hanno raggiunto i livelli massimi da inizio anno toccando quota 61.5 dollari per tonnellata a inizio marzo 2016. Tuttavia, da tale picco, le quotazioni del ferro hanno successivamente perso terreno, e anche in misura particolarmente celere, andando a scendere verso un livello medio di circa 55 dollari per tonnellata (considerando come riferimento per il materiale ferroso il contratto future sul primo mese scambiato sulla borsa di Singapore AsiaClear, il cui indice è calcolato come una media aritmetica di tutti i prezzi di riferimento pubblicati da The Steel Index riferiti a contratti in scadenza nel corso del mese). Continua a leggere

Petrolio, Arabia Saudita frena su accordo congelamento produzione

Come ampiamente prevedibile (e previsto), l’accordo sul congelamento della produzione voluto da alcune parti internazionali (es. Russia) continua a trovare intoppi. Ultimo, in ordine di tempo, è quello prodotto dall’Arabia Saudita, convinta sostenitrice dell’intesa, e ora invece in grado di compiere un mezzo passo indietro con l’affermazione di non avere alcuna intenzione di mettere un freno alle estrazioni di greggio, a meno che non lo facciano anche tutti gli altri, Iran compreso. Continua a leggere

Fed, ancora opinioni divergenti sul fronte tassi

All’interno della Federal Reserve continuano a sussistere e a consolidarsi delle opinioni nettamente divergenti sul sentiero dei tassi di interesse nel breve termine. L’impressione è che il clima di rinnovata incertezza abbia reso molto più prudenti alcuni membri del comitato, e che dunque a marzo il tutto si riequilibrerà in un nulla di fatto sul fronte del ritocco ai tassi benchmark. Continua a leggere

Rendimenti Bot in risalita (ma sempre negativi)

Sono sempre negativi, ma comunque in risalita (pur leggera) i rendimenti dei Buoni ordinari del Tesoro semestrali offerti a fine dicembre 2015 in asta dal ministero dell’Economia e delle Finanze italiano.

In maniera più dettagliata, il Tesoro ha offerto titoli con scadenza al 30 giugno del 2016 per un ammontare complessivo di 6 miliardi di euro a fronte di una domanda per 7,9 miliardi (per un rapporto di copertura pari a 1,32) con un rendimento del -0,038%, ossia 7 punti base in più rispetto all’asta precedente. Ne consegue, come già anticipato, un rendimento pur sempre negativo ma sempre più vicino alla parità (0%) e il mantenimento di un rapporto di copertura molto soddisfacente, a conferma dell’appeal continuativamente esercitato dai titoli di Stato italiani per i risparmiatori privati. Continua a leggere