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Come investire in bond a settembre 2015

Il mese di settembre si preannuncia come cruciale per cercare di comprendere come andrà a finire l’anno per i principali mercati di investimento. Un mese nel quale la maggior parte dell’attenzione sarà certamente catalizzata dalla possibilità di poter fruire degli effetti positivi / negativi indotti dalla decisione della Federal Reserve, che tra breve sceglierà se confermare l’attuale livello dei tassi di interesse di riferimento ai minimi storici, o se invece sceglierà di aumentare i tassi benchmark, andando dunque a conferire un pò di ottimismo ai mercati, messi a durissima prova dalle recenti turbolenze cinesi.

In attesa di comprendere come si comporterà la Fed, possiamo dare un’occhiata rapida ai nostri investimenti sui bond euro e Usa. In particolare, per quanto concerne il trading in bond corporate Usa, evidenziamo come i titoli obbligazionari delle aziende corporate statunitensi sono giudicati interessanti da tanti analisti, considerata la già nota combinazione di bassi tassi di interesse e crescita economica. In tal proposito, gli analisti di Barclays hanno recentemente sottolineato che “il credito investment grade si è comportato meglio dell’azionario da inizio anno e che il recente calo dell’azionario ha corretto solo parzialmente questo disallineamento”.

Il credito rimane interessante, e sarebbe pertanto corretto andare a puntare su corporate bond proprio negli Usa, dove vi sono livelli di rendimento più interessaNti che in Europa.

Per quanto attiene i bond emergenti, S&P ha calcolato che nell’ultimo trimestre il numero dei downgrade su bond di emittenti emerging è stato quattro volte quello degli upgrade, un rapporto che non si vedeva dal 2009 e che si registra in un momento particolarmente delicato, visto che entro il 2016 Bloomberg – riportava il quotidiano Milano Finanza – calcola che ci sarà l’equivalente di ben 5.200 miliardi di dollari di bond in scadenza tra corporate e governativi.

Ancora, sottolineava l’ufficio studi di Milano Finanza, sebbene la tensione non scomparirà certamente nel corso del breve periodo, vendere ora potrebbe essere la scelta meno ottimale. Se i rendimenti a scadenza dovessero aumentare ancora, gli investimenti potrebbero tornare ampiamente appetibili. Sulle duration di cinque anni in valuta locale, il rendimento si attesta oggi poco sotto il 6% annuo per gli indici diversificati – ricorda infine il quotidiano, per poi segnalare come durante la crisi del 2011 tale livello è salito verso il 7%, ma già in caso di risalita verso il 6,5% si evidenzierebbe un ottimo livello di entrata in ottica di medio termine, per chi è disposto a sopportare gli eventuali saliscendi che possono derivare tanto dal rischio tassi che dalla componente in valuta.

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