oro

Come sta andando la sterlina?

La scorsa settimana la sterlina si è indebolita, ma nei confronti del dollaro si è trattato di un calo piuttosto limitato. Di contro, come risulta più evidente dai dati statistici, più significativo è stato invece il calo contro euro, rispetto al quale la valuta britannica è scesa di più figure, rivedendo i livelli minimi che aveva abbandonato nel 2014, a causa della forza protratta della valuta unica europea.

Per quanto concerne le variabili che stanno influenzando la sterlina, nei giorni scorsi i dati e i sondaggi sulle intenzioni di voto per il referendum UE non sono stati d’aiuto, rimandando ogni analisi e aspettativa a questa settimana. In particolare, sono in corso di uscita i dati di inflazione, attesa in aumento, e successivamente è attesa la riunione della BoE, importante non tanto per i tassi (che resteranno fermi) quanto per i verbali, nei quali la BoE potrà esprimersi in merito agli effetti sull’economia dell’incertezza sull’esito del referendum.

Proprio in riferimento ai sondaggi, è possibile che in questi giorni si possa testare con maggiore attendibilità la reattività della sterlina all’esito dei sondaggi: a partire da questa settimana infatti il Tesoro britannico invierà a tutte le famiglie un volantino in cui viene spiegato perché il Governo ritiene che votare per restare nell’Unione Europea sia la decisione migliore per il Regno Unito, con un’iniziativa che risponde alla richiesta dei cittadini di essere informati adeguatamente su cosa significhi restare nell’UE piuttosto che uscirne.

Per il momento, i sondaggi non hanno consentito di comprendere in che modo si stanno sbilanciando le preferenze degli elettori: lo scarto tra i due campi è esiguo e la percentuale di indecisi e/o di coloro che non sanno se andranno a votare è molto elevata (mediamente tra il 15% e il 20%). Inoltre, la preferenza per restare nell’UE risulterebbe maggiore tra i giovani, ma è proprio tra i giovani che si registrerebbe la minore affluenza alle urne.

Insomma, molto dipenderà dalla campagna informativa in atto, che potrebbe effettivamente essere in grado di orientare le preferenze in maniera più consapevole. A nostro giudizio, è possibile che i rischi e le ripercussioni – al ribasso – possano essere confermate anche nel corso delle prossime settimane, e che si procederà in tal senso fino al giorno del referendum, considerato che difficilmente, a questo punto, i sondaggi riusciranno a mostrare una chiara e netta preferenza verso l’uno o l’altro esito.

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