Dollaro in apprezzamento, svolta tassi sempre più probabile

Ieri il dollaro si è apprezzato ampiamente raggiungendo i massimi della scorsa settimana. Sul perché la valuta verde abbia vissuto un simile rafforzamento non ci sono grandi dubbi, visto e considerato che le dichiarazioni di Powell (membro votante della Fed) sono state improntate all’ottimismo, affermando di fatti che oggi è possibile vedere una probabilità del 50% circa che i miglioramenti dell’economia USA siano tali da indurlo a votare per un rialzo dei tassi a settembre, cui potrebbe seguirne un altro a dicembre.

Stando a quanto suggerisce la distribuzione dei voti emersa dal FOMC della scorsa settimana, Powell sarebbe uno dei cinque membri del board che, guardando alla, voterebbe per due rialzi quest’anno. Di contro, altri cinque partecipanti ne vedrebbero tre, mentre i rimanenti sette uno soltanto. Al di là di tale suddivisione, la reazione del biglietto verde è un segnale a favore dell’ipotesi che nel momento in cui il primo rialzo Fed sarà imminente il dollaro dovrebbe beneficiarne significativamente.

Di contro, l’euro ha immediatamente corretto la propria posizione sulla scia delle dichiarazioni di Powell. Dapprima ieri ha rotto la base a 1,1200, e poi è sceso fino a un minimo di 1,1135 EUR/USD. Ancor prima delle dichiarazioni di Powell, l’andamento della valuta unica europea era sembrata piuttosto calante, con una flessione già iniziata in mattinata da un massimo di partenza prossimo a 1,1350 EUR/USD.

Il trend è comunque parzialmente ridimensionato dall’evoluzione della crisi greca e dagli spiragli di risoluzione, riportando dunque tutta l’attenzione degli investitori sulla divergenza di politica monetaria tra Fed e BCE, elemento non favorevole all’euro. In tal merito, questa sera si terrà un nuovo incontro dell’Eurogruppo, cui seguirà domani il vertice dei leader dell’area euro. Intanto, prima dell’Eurogruppo odierno, Tsipras dovrebbe incontrare nuovamente Draghi, Lagarde e Juncker.

Per quanto infine concerne l’andamento della sterlina, rileviamo come anche la valuta britannica abbia corretto parzialmente contro il dollaro, passando da 1,58 a 1,57 GBP/USD. Come risulta essere evidente, la sua correzione è stata inferiore a quella vissuta dall’euro rispetto al quale si è anzi apprezzata passando da 0,71 a 0,70 EUR/GBP. La valuta britannica non sembra aver sostanzialmente risentito della delusione sull’indagine CBI del settore industriale, la quale ha mostrato un calo rispetto ad attese di aumento e un indebolimento è atteso oggi anche dall’indagine CBI sul settore distributivo. Anche il dato odierno non dovrebbe avere ricadute sul corso del cross valutario.

Maggiori aggiornamenti seguiranno nei prossimi giorni.

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