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Dollaro in debolezza, ma attenzione ai rimbalzi

La parità tra dollaro e euro sembrava poter essere questione di giorni. Ed invece un improvviso momento di debolezza della valuta verde ha mescolato le carte sul tavolo degli analisti valutari, rinviando di qualche tempo il potenziale raggiungimento di tale obiettivo. Ma cosa sta accadendo al dollaro USA? E quali sono le previsioni per poter investire più saggiamente nei cambi valutari che lo coinvolgono?

Dollaro in fase calante, ma rimbalzi all’orizzonte

Cominciamo con ordine e ricordiamo come il dollaro stia rimanendo in una fase di sostanziale debolezza nonostante il positivo contributo di alcuni dati macro USA. È di ieri la pubblicazione dei dati dell’inflazione, risultata leggermente più alta del previsto, con valori da -0,1% a 0% in termini tendenziali, e con la core salita da 1,6% a 1,7%, in linea con le attese. Tuttavia, tale dato da solo non è stato sufficiente per poter incrementare le attese di un primo rialzo dei tassi nel mese di giugno: probabilmente la motivazione è da ricercarsi nel fatto che il FOMC di mercoledì scorso è ancora molto fresco nella mente degli investitori, e – pertanto – affinchè il mercato possa liberarsi dall’influenza delle sensazioni di cautela trasmesse dalla Federal Reserve in tale occasione sarà necessario assistere a più dati consecutivi (positivi) in grado di sorprendere favorevolmente. Considerato che il calendario macro di brevissimo termine è abbastanza scarno, riteniamo che il rimbalzo del dollaro possa essere rinviato.

Di contro, l’euro sembra poter beneficiare della debolezza del dollaro. Grazie anche ai dati di ieri, con PMI dell’area migliori delle attese, la valuta unica si è riaffacciata in area 1,10 EUR / USD. Un’area che si sta consolidando come una resistenza piuttosto forte, per superare la quale sarà probabilmente necessaria attendere la combinazione di dati macro USA peggiori delle attese, e dai macro EURO migliori del previsto. I rischi sono per il momento verso l’altro.

Per quanto concerne la sterlina, l’inflazione nel Regno Unito è scesa più del previsto, con tendenziale da 0,3% a 0%. La sterlina ha dimostrato di soffrirne leggermente, correggendo sotto quota 1,4850 GBP/USD, e proseguendo il calo anche contro l’euro, oltre 0,7350 EUR/GBP. In entrambe le ipotesi si tratta comunque di una debolezza che riteniamo possa essere temporanea, con quadro che dovrebbe andare ad essere ribaltato entro i prossimi pochi mesi, se verrà presa in considerazione l’ipotesi di un primo rialzo dei tassi di interesse della Bank of England già quest’anno.

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