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Dollaro USA: quando avverrà la svolta sui tassi?

Nel corso degli ultimi mesi le aspettative sulla possibile (probabile!) svolta dei tassi di interesse della Federal Reserve sono cresciute in misura piuttosto significativa. E, in tal senso, i verbali della riunione del FOMC del mese di marzo non hanno fatto altro che acuire il dibattito su tale momento, cercando di concentrarsi sui fattori che determineranno l’attesa svolta, su quando attuare il primo rialzo e su come normalizzare i tassi dal punto di vista operativo. Cerchiamo di vederci un po’ più chiaro.

Tassi Fed, da cosa dipende la svolta

Iniziamo con il ricordare che la svolta dipende essenzialmente dai dati più noti: il miglioramento del mercato del lavoro a stelle e strisce, la fiducia che l’inflazione sia su un sentiero in grado di giungere al 2%. Naturalmente, si tratta di criteri non suscettibili di valutazioni oggettive e, pertanto, oggetto di attenta analisi nel corso delle prossime settimane.

Tassi Fed, quali saranno i tempi della svolta

I tempi della svolta sono gli argomenti maggiormente dibattuti, considerando che in seno al FOMC esistono più fazioni. Diversi partecipanti al board stimano infatti che lo scenario e i dati avrebbero già supportato un potenziale rialzo nel mese di giugno, mentre altri preferiscono attendere ulteriormente, sostenendo che gli effetti sull’inflazione del calo dei prezzi energetici e del rafforzamento del dollaro nel breve termine avrebbero reso appropriato attendere ancora oltre giugno prima di alzare i tassi. I più estremisti in tal senso ipotizzano un rialzo dei tassi solamente nel 2016. Dalla dimensione delle varie fazioni dipenderà la tempistica della svolta.

L’impressione è che tutto dipenderà dai prossimi dati macroeconomici sull’occupazione e sull’inflazione. In caso di dati confortanti, la schiera di coloro che sono favorevoli all’alzamento dei tassi a giugno o nella riunione successiva potrebbe crescere rapidamente.

Tassi Fed, come gestire la svolta

Infine, un ultimo focus sulle modalità di gestione operativa della svolta. All’interno del FOMC sembra vi sia sostanziale concordia nell’evidenziare come la flessibilità – soprattutto nella parte iniziale della normalizzazione – risulterà un elemento essenziale. Dunque, l’elasticità dovrebbe riguardare la dimensione del corridoio dei tassi, il tetto all’ammontare delle operazioni di reverse repo, il ricorso ai depositi e il repo a termine: elementi che verranno determinati volta per volta sulla base della reazione dei mercati, allo scopo di controllare meglio il tasso effettivo sui fed funds.

Non ci resta dunque che attendere le prossime settimane, e comprendere cosa accadrà.

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