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Elezioni Regno Unito, cosa accadrà alla Brexit?

Più volte abbiamo ricordato come la Brexit sia uno degli elementi in grado di influenzare maggiormente il “destino” della sterlina nei prossimi mesi. Pertanto, giova cercare di capire che cosa potrebbe accadere alla Brexit in virtù delle ultime elezioni nel Regno Unito, dove si è votato per il rinnovo di 124 consigli comunali, tra cui quello più importante, a Londra, oltre a tre parlamenti regionali (Galles, Scozia, Irlanda del Nord).

Ebbene, numerosi sembrano essere i dati di rilievo. Cominciamo da Londra, dove a vincere è stato il candidato laburista Sadiq Khan, che diventa pertanto il primo sindaco musulmano in una delle capitali dell’Unione Europea.

Di rilievo anche il risultato delle elezioni del parlamento regionale scozzese, dove i nazionalisti dello Scottish National Party di Nicola Sturgeon hanno ottenuto il terzo mandato di fila, ottenendo un risultato ampio, ma perdendo la maggioranza assoluta dei seggi (63 seggi ottenuti, contro i 65 seggi utili per poter governare da soli, e i 69 seggi del parlamento uscente). Tuttavia, a saltare agli occhi è anche il secondo dato: alle spalle dei nazionalisti ci sono infatti non più i laburisti, bensì i conservatori, che con 31 seggi superano i concorrenti di sinistra, raddoppiando la loro presenza nel parlamento di Edimburgo (per i laburisti solo 24 seggi).

Per quanto riguarda il Galles, anche in questo caso il risultato sembra essere tendenzialmente sfavorevole per i laburisti, che perdono terreno rispetto alle elezioni precedenti. Perdita di terreno che è peraltro comune all’intero Regno Unito, dove perdono almeno 8 consigli, contro l’incremento di 10 consigli da parte dei conservatori. Il partito Ukip di Nigel Farage (movimento contrario alla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea) continua a prender terreno.

Ma è davvero possibile cercare di intuire cosa accadrà al referendum sulla Brexit partendo proprio dai dati sulle elezioni locali? Probabilmente no, visto e considerato che non si tratta di dati equiparabili. Tuttavia, una cosa sembra essere abbastanza certa: la quota di coloro che non sembrano trovare gradimento nella permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea è molto ampia, e difficilmente i remain potranno dormire sonni tranquilli da qui all’esito di giugno. Con ciò che ne consegue, peraltro, per la tenuta della sterlina britannica, sempre più alle prese con effetti di aleatorietà tutt’altro che irrilevanti…

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