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Euro e dollaro, manca poco alla parità

Con l’euro ai minimi della sua giovane storia contro il dollaro, è lecito domandarsi quando possa verificarsi l’attesa / temuta parità (ovvero, il momento in cui sarà possibile acquistare un dollaro con un euro e, ovviamente, viceversa). Secondo gli analisti della CNBC il tempo sarebbe oramai propizio, e mancherebbero dunque pochi giorni, o al massimo qualche settimana, prima dell’infrazione della soglia psicologica (e non solo) della parità.

Parità nel cambio euro / dollaro, ecco cosa dicono gli analisti

Stando a quanto ad esempio elaborato da David Zahn, responsabile europeo Fixed Income presso il Franklin Templeton, intervistato dalla CNBC, una buona parte degli osservatori stimava il raggiungimento della parità nel corso del 2016. Tuttavia, le mosse degli ultimi tempi (e un cenno di particolare riferimento indiretto sembra essere attribuito a quanto agito dalla Bce) hanno accelerato i tempi, ed oggi è ben possibile stimare la parità nell’arco del brevissimo termine.

Una situazione che non dovrebbe preoccupare la Bce, a meno che – precisa l’analista – il ritmo di deprezzamento dell’euro non dovesse farsi troppo rapido. In quel caso è possibile che l’istituto monetario di Mario Draghi possa prendere le opportune contromisure, fungendo da rallentatore.

Ma quanto può scendere ancora l’euro? Secondo quanto afferma Michael Hewson, capo analista di mercato presso CMC Markets, la moneta unica ha un potenziale piuttosto forte per il deprezzamento.

Stabilito quanto sopra, è facile ricordare che il quantitative easing di Mario Draghi possa effettivamente accompagnare per mano l’euro sotto quota 1:1. È d’altronde uno degli obiettivi “indiretti” della Bce quello di rendere l’euro più debole al fine di aiutare l’eurozona ad allontanare la deflazione e ricondurre il tasso di inflazione verso il 2% (obiettivo primario), anche attraverso lo stimolo delle esportazioni.

Di contro, un rafforzamento del dollaro preoccupa gli esportatori degli stati Uniti, poichè rende i propri prodotti molto più costosi per i mercati esteri, scoraggiando dunque gli acquisti. Ad ogni modo, è possibile che il vertiginoso ritmo di deprezzamento dell’euro possa presto trovare uno stop: la debolezza della valuta unica è stata aggravata dalla crisi greca, e non è escluso che Atene possa realmente lasciare la moneta unica (e nllo scenario più negativo, che alcune altre nazioni possano seguirla, minando in tal modo la stabilità e il futuro della valuta unica). Se tuttavia la crisi greca dovesse rasserenarsi, l’euro potrebbe trovare un pò di linfa. Cosa accadrà?

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