Euro, nuovi aggiornamenti sulla crisi greca

Una cosa sembra essere certa. Le negoziazioni con la Grecia sembrano essere arrivate alla stretta finale, con i creditori hanno presentato una loro proposta durante un vertice fra il Presidente della Commissione Europea, il Presidente dell’Eurogruppo e il Primo ministro greco. Quel che non è certo è l’esito di tale ultima fase di negoziazione.

Appare infatti evidente come i termini del documento, circolati negli ultimi giorni sulla rete, sono apparsi più severi di quelli proposti al governo Samaras nel 2014: per quanto gli obiettivi fiscali siano stati allentati, il deterioramento della già precaria economica greca seguito alla crisi politica e all’insediamento di Syriza ha peggiorato la situazione inerziale del bilancio, cosicché (secondo i calcoli dei creditori) un target di 1,0% per il saldo primario implica l’implementazione di misure correttive per ben 1,7% del PIL nel secondo semestre 2015.

Quanto sopra sia sufficiente per rimarcare le differenze: i greci avevano ad esempio proposto lo 0,6% nel 2015, con uno sforzo che comunque implicherebbe misure correttive per almeno 1,3 punti di Pil. Tsipras sostiene che obiettivi fiscali troppo severi potrebbero peggiorare le prospettive, mentre i creditori hanno lasciato intendere di essere in procinto di perdere la pazienza.

Più nel dettaglio, sul fronte delle misure, Atene aveva proposto interventi correttivi per 1,7 miliardi, la gran parte riferibili a un’imposta straordinaria sui profitti 2014, più quanto deriverà dalla riforma delle imposte indirette. E questo, in fin dei conti, sembra essere altresì l’aspetto maggiormente vicino alle intuizioni dei creditori, che in cambio delle misure hanno anche offerto la possibilità di utilizzare una parte dei fondi per la ricapitalizzazione delle banche a copertura delle scadenze di debito dei prossimi mesi.

Quel che sembra essere lontana è la distanza nei confronti dei piani di ristrutturazione del debito che la Grecia continua a proporre, con la proposta dei creditori che è stata respinta dal Governo di Atene. I creditori non si arrendono, e attendono ora una controproposta che sperano possa essere più vicina alla propria.

Insomma, i tempi continuano ad allungarsi, e ciò non ha potuto che riflettersi sulla decisione di accorpare i 4 pagamenti al Fondo monetario internazionale previsti per questo mese, in un’unica scadenza di 1,6 miliardi di euro per il 30 giugno. Una scelta non priva di rischi per le parti in causa, poichè potrebbe far crescere il livello – già elevato – di preoccupazione fra i greci, e accelerare il deflusso di depositi dal sistema bancario.

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