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Fed lascia invariati i tassi (ma manca poco al rialzo)

Nell’ultima, attesissima riunione, la Federal Reserve ha scelto di lasciare invariato il costo del denaro. Pertanto, i tassi di interesse di riferimento rimangono fermi in una forchetta compresa tra lo zero e lo 0,25%, livello nel quale permangono comodamente da oltre sei anni (per la precisione, dal 16 dicembre 2008). Tuttavia, sembra manchi realmente poco all’auspicata inversione di tendenza…

Tassi Fed, tutto lascia intendere che all’aumento manchino poche settimane…

L’ultima volta che la Federal Reserve ha attuato una mossa di rialzo dei tassi di interesse di riferimento è stato nel lontano, lontanissimo giugno del 2006. Il rialzo dell’anno dovrebbe tuttavia avvenire prima che l’anniversario compia 9 anni, visto e considerato che nel comunicato di fine vertice i governatori della banca centrale americana hanno eliminato il riferimento alla “pazienza”, anticamera prima di varare il primo aumento del costo del denaro.

Cosa è la pazienza e perché i tassi saliranno?

Ma cosa è la “pazienza”? Introdotta nello scorso dicembre per volontà del governatore Janet Yellen, la pazienza sta a significare un simbolico impegno della Federal Reserve a non innalzare i tassi di interesse di riferimento nei prossimi due meeting. La pazienza venne confermata nel corso del mese di gennaio ma, nella seduta di ieri, non ha trovato spazio all’interno del comunicato: ciò sta a significare, in termini molto esemplificativi, che il rialzo dei tassi di interesse di riferimento si verificherà nel corso dei prossimi due meeting.

Ad ogni modo, è anche possibile scendere in maggior dettaglio. Il comitato di politica monetaria della Federal Reserve, il Fomc, ha infatti giudicato come improbabile l’ipotesi di un incremento del tasso di interesse di riferimento nella prossima riunione di aprile. Pertanto, il tasso di interesse dovrebbe essere condotto in rialzo solamente a partire dal mese di giugno e, comunque, solo dopo aver riscontrato – si legge nel comunicato – “ulteriori miglioramenti nel mercato del lavoro e sarà ragionevolmente fiduciosa nel fatto che l’inflazione possa tornare verso l’obiettivo di medio termine del 2 per cento nel medio termine”.

In aggiunta a quanto sopra la Federal Reserve ha ritoccato al ribasso le stime sulla crescita dell’anno in corso. Per il 2015 la banca centrale americana attende ora una crescita del Prodotto interno lordo tra il 2,3% e il 2,7%, contro precedente stima relativa a forchetta tra il 2,6% e il 3%. Per quanto attiene la disoccupazione, si prevede tasso tra il 5% e il 5,2%.

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