Forex, BCE rassicura su propria politica super accomodante

Mentre la BCE rassicura i mercati finanziari sulla volontà di prolungare ancora per diverso tempo la propria politica monetaria super accomodante, a deprimere il biglietto verde sembrano essere le visibili incognite riguardanti le misure protezionistiche allo studio dello staff di Trump: i primi provvedimenti assunti dalla nuova amministrazione sembrano d’altronde essere molto confusi e contrastanti, e le asperità apertesi all’interno del partito repubblicano tra i sostenitori del tycoon e coloro che invece vorrebbero posizioni più moderate, sono il biglietto da visita di quel che potrebbe avvenire nel prossimo futuro.

Tornando all’euro, la BCE anche nel corso delle ultime settimane si è impegnata a rassicurare circa il suo sostegno espansivo nonostante l’accelerazione dell’inflazione in Europa: in merito, l’istituto di Mario Draghi ha invitato a non essere troppo fiduciosi sugli elementi statistici di breve termine, invitando invece a guardare l’evoluzione di medio lungo. Il segnale veicolato al mercato è ancora di una BCE pronta ad offrire condizioni accomodanti per un periodo lungo di tempo confermando il probabile impatto svalutativo sull’euro. Nel corso dei prossimi mesi sicuramente l’istituto monetario tornerà a occuparsi dell’evoluzione dei dati macro economici, ma riteniamo molto difficile che possano esservi delle novità in tal proposito, considerato che la politica monetaria della banca sembra essere tracciata fino a fine anno.

Per quanto concerne il dollaro statunitense, è bene riconfermare il quadro di forza relativa sul ciclo di rialzo dei tassi della Federal Reserve e sulle promesse di politiche fiscali espansive da parte di Trump. Per quanto attiene la sterlina, il primo ministro Theresa May ha ribadito che l’accordo finale per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea sarà sottoposto al voto del Parlamento inglese e non avrà effetti traumatici sull’economia. Una dichiarazione che ribadisce l’outlook della maggior parte degli analisti circa la possibilità di sperimentare una sterlina in recupero di pari passo col miglioramento del ciclo inglese. Infine, per quanto concerne lo yen, la spinta rialzista della valuta giapponese è rallentata solo dalla forza del dollaro, visto il rialzo tassi della Fed. La BoJ continua a non convincere i mercati minando l’efficacia degli interventi espansivi volti a svalutare la moneta.

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