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Giappone, la Boj alle prese con nuove decisioni monetarie

Non c’è gran pace per il Giappone e, in particolare, per la sua massima istituzione monetaria. In questi giorni la Bank of Japan si trova infatti di fronte a un bivio di fronte ai rinnovati segnali di rallentamento sia dell’economia sia delle spinte inflattive: se affidarsi a ulteriore allentamenti della politica monetaria o ricorrere piuttosto a una nuova manovra di stimoli fiscali.

Naturalmente, come ogni scelta che negli ultimi anni ha interessato l’istituzione monetaria nipponica, non c’è chiarezza sul da farsi da parte degli analisti, divisi come non mai nelle previsioni su un prossimo allentamento oppure su una manovra di spesa pubblica addizionale.

Secondo Tomo Kinoshita di Nomura, ricorda ad esempio il quotidiano Il Sole Ore, il terreno si sta preparando per un ulteriore allenamento che potrà essere deciso già nella riunione del 6-7 ottobre, probabilmente sotto forma di un aumento degli acquisti di Exchange Traded Funds. La BoJ ha infatti una spazio di manovra limitato nell’incrementare l’incetta di Jgb senza sconquassare un mercato già alterato dai suoi massicci acquisti, ricordava il quotidiano economico finanziario, non prima di precisare come un’ulteriore mossa espansiva (peraltro esplicitamente ventilata dallo stesso governatore Haruhiko Kuroda) potrebbe essere quella di flettere ancora il tasso che l’istituto centrale paga alle banche sugli eccessi di riserve parcheggiati presso di essa.

Negli ultimi giorni le opinioni si sono tuttavia sovrapposte in senso confuso. E così per gli analisti di BankAmerica Merrill Lynch, è probabile che una nuova mossa della BoJ possa arrivare il 30 ottobre, in contemporanea alla presentazione di un articolato rapporto congiunturale sull’economia, specie se lo yen dovesse apprezzarsi in relazione a turbolenze autunnali dei mercati. Per Morgan Stanley è invece in previsione l’arrivo di una manovra di stimoli fiscali da parte del governo Abe nell’ordine dei 3mila-4mila miliardi di yen, anche perché l’impatto di ulteriori allentamenti monetari sulla domanda gli appare piuttosto aleatorio.

In attesa di capire in che modo la Boj sceglierà di chiudere la fine dell’anno, Goldman Sachs ha colto l’occasione per tagliare in misura netta le stime sul Pil giapponese del terzo trimestre, da una crescita reale annualizzata dell’1,7% a un modesto +0,5% appena sufficiente a evitare una recessione (dopo il -1,2% annualizzato del secondo trimestre).

Naturalmente, le previsioni di cui sopra sono da rimodellare alla luce di quanto accaduto ieri (con la Federal Reserve che ha confermato l’attuale livello dei tassi di interesse) e, ora, con il prossimo andamento dei mercati finanziari internazionali…

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