quantitative easing

Investire nel forex in vista del QE

Ultime ore per poter approfittare di una relativa calma sui mercati valutari, prima che – come è prevedibile – l’annuncio di un quantitative easing possa apportare qualche novità. L’attenzione è infatti naturalmente incentrata su quanto accadrà il 22 gennaio, quando la Banca Centrale Europea dovrebbe formalizzare la sua intenzione di dare il via a una politica super espansiva, sebbene entità e dettagli dell’intervento siano ancora altamente incerti: proprio tali aspetti, piuttosto che la scelta (oramai scontata) di approvare una strategia di QE, potrebbe influenzare maggiormente la reazione del cambio, con rischi che comunque rimangono sbilanciati verso il basso.

Saltando dall’euro alla sterlina, possiamo ricordare come i recenti verbali della Bank of England non abbiano recato notizie positive per la valuta britannica, perché i due membri che negli scorsi mesi avevano votato per alzare i tassi (Weale e McCafferty) si sono nuovamente allineati alla maggioranza votando per i tassi fermi. Tuttavia, hanno altresì dichiarato come la loro decisione sia stata molto ponderata e bilanciata, considerato che i fattori che stanno facendo scendere l’inflazione sono – appunto – temporanei, e che sul fronte salari la dinamica di risalita si sta rivelando più forte delle attese.

Ad ogni modo, diversi atteggiamenti sembrano suggerire come la Bank of England non escluda affatto la possibilità di avviare un primo rialzo dei tassi di interesse già quest’anno, pur a patto che a fronte del temporaneo calo dell’inflazione, la dinamica dei salari rimanga robusta e tenda a rafforzarsi ulteriormente. I dati macroeconomici degli ultimi giorni sono stati favorevoli, in tal senso, e la sterlina ha reagito relativamente cauta. Riteniamo che il primo rialzo dei tassi possa effettivamente avvenire quest’anno, ma non prima del terzo trimestre: fino a quel momento è possibile che la sterlina possa essere rivista al ribasso.

Passando allo yen, la valuta giapponese si è rafforzata al termine della riunione della Bank of Japan, la quale ha lasciato invariati i termini dello stimolo monetario attualmente in essere. Di recente si erano formate attese per un’eventuale riduzione del tasso sulle riserve, ma il governatore ha dichiarato che non vi è stata alcuna discussione su tale punto. La Banca Centrale ha inoltre rivisto al ribasso la crescita 2014 a seguito dell’effetto dell’incremento dell’imposta sui consumi, ma ha contemporaneamente alzato le previsioni per il 2015 e per il 2016. Inflazione infine rivista al ribasso nel 2015, ma leggermente in rialzo per il 2016. Un ulteriore indebolimento dello yen nei prossimi mesi, anche alla luce del rimbalzo recente, resta sempre più probabile.

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