Investire sul dollaro in attesa della prossima riunione Fed

La settimana passata il dollaro ha chiuso al ribasso. A trascinare in graduale flessione le quotazioni della valuta verde sono state le vendite al dettaglio, risultate un po’ più deboli delle attese, e – venerdì – anche l’indice di fiducia del Michigan, calato contro aspettative di stabilizzazione. Ma come investire congruamente sul dollaro in attesa della prossima riunione Fed, prevista per il prossimo 18 marzo?

Investire nel dollaro, tutti i segnali più importanti

Ricordiamo come, insieme a evidenti segnali di schiarita altrove (euro e sterlina), quanto accaduto all’interno dei confini nazionali abbia contribuito a far assestare il biglietto verde su livelli meno elevati. L’attenzione degli osservatori è ora spostata sui dati in uscita nei prossimi giorni, dai quali non si attendono indicazioni precise, bensì di carattere misto ma complessivamente positive.

In particolare, l’attenzione dovrà essere incentrata soprattutto sulla lettura dei verbali del FOMC mercoledì, che potrebbe dare indicazioni su eventuali modifiche al comunicato. Riteniamo dunque che nei prossimi giorni il dollaro potrebbe consolidare, evitando nuovi cali. Per poter invertire la tendenza e risalire, tuttavia, dovrebbero comparire significative sorprese verso l’alto. La prossima riunione della Fed tra un mese, il 18 marzo, sarà con conferenza stampa e vedrà la pubblicazione delle nuove proiezioni macro.

Per quanto attiene l’euro, la valuta unica europea rimane stabile sui livelli dello scorso venerdì. Complessivamente il mercato sembra aver assunto un atteggiamento prudente in attesa che si raggiunga concretamente un accordo sulla Grecia. Per il momento la tensione tra l’Eurogruppo e la Grecia sembra essersi allentata, e il governo ellenico si sta convincendo rapidamente che qualsiasi variazione agli accordi già intrapresi dovrebbe essere comunque inquadrata all’interno del programma già deliberato.

Sterlina britannica, cosa sta accadendo in questi giorni

Per quanto invece riguarda la sterlina, la valuta britannica, dopo essersi apprezzata fino in area 1,54 GBP/USD, potrebbe far fatica a raggiungere e superare quota 1,55. A nuocere sono i dati in pubblicazione, con l’inflazione che dovrebbe scendere ancora; ancora, le vendite al dettaglio venerdì, pur restando positive, sono attese in decelerazione rispetto al mese precedente.

Favorevoli sono previsti invece i dati sul mercato del lavoro mercoledì e da seguire sarà soprattutto la dinamica delle retribuzioni, variabile che la BoE ha indicato come cruciale per decidere il timing del primo rialzo dei tassi. Ricordiamo ancora come mercoledì verranno pubblicati i verbali della Bank of England: per quanto l’inflation report contenga tutta l’informazione necessaria sulla posizione attuale della banca centrale, si ritiene che le minutes possano essere rilevanti.

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