Opzioni binare su petrolio, scommettere su un greggio ancora meno caro in futuro?

In futuro il prezzo del greggio potrebbe calare ancora. A patto, naturalmente, che l’accordo tra l’Iran e le principali potenze occidentali sull’energia nucleare regga alla sfida dei tempi. Il merito va attribuito al fatto che in Iran è stata prevista la ripresa della produzione, e che – seppur le conseguenze non saranno immediate – è dunque stimabile una maggiore quantità di oro nero in circolazione a livello globale.

Petrolio in calo per merito dell’Iran?

Dunque, se l’accordo quadro siglato con gli Stati Uniti, la Russia, la Cina, il Regno Unito, la Francia e la Germania diverrà operativo entro la fine di giugno, gli effetti benefici sul mercato dell’energia potranno farsi sentire già entro il secondo semestre dell’anno. Per quanto attiene il petrolio, nello stesso periodo dovrebbero entrare sui circuiti internazionali circa un milione di barili di greggio giornalieri, in un contesto peraltro già condizionato da un eccesso di offerta, che da diverso tempo ha prodotto un radicale crollo delle quotazioni.

Secondo i principali esperti internazionali, l’Iran avrebbe accumulato uno stock considerevole di petrolio negli ultimi anni, e che dunque tale stock sia destinato a invadere il mercato. Stando alle stime più prudenziali, l’invasione dovrebbe riguardare più di 30 milioni di barili, che al momento si trovano a bordo di una quindicina di grandi petroliere in attesa di scaricare il proprio pregiato prodotto.

Statisticamente, l’Iran è il terzo Paese al mondo per riserve di greggio, ponendosi al secondo posto al mondo dietro la Russia per riserve di gas convenzionale. Dunque, se l’accordo reggerà, il mondo potrà interfacciarsi con un altro grande produttore in grado di far propendere la bilancia delle quotazioni del greggio, almeno potenzialmente, verso il basso.

I numeri sono d’altronde impressionanti. Come veniva ricordato su diverse fonti stampa, prima della rivoluzione islamica della fine degli anni ’70 in Iran venivano estratti almeno 6 milioni di barili di petrolio al giorno, la maggior parte dei quali destinata all’estero. Nel 2008 la produzione era scesa a 4 milioni di barili, mentre nel 2014 il prodotto è calato a 2,8 milioni di barili. L’export è praticamente ristretto a pochi Paesi autorizzati dagli Stati Uniti, come la Cina, l’India, la Turchia, il Sudafrica. E, se ben difficilmente l’Iran riuscirà a ritornare ai fasti del passato sotto tale punto di vista, nel mediotermine riuscirà a raggiungere sicuramente dei risultati degni di nota e, già nel breve termine, avvicinarsi – e forse superare – la soglia dei 3,5 milioni di barili giornalieri prodotti.

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