Opzioni binarie petrolio, nuove previsioni sulla produzione

Con l’avvicinarsi del 4 dicembre, le posizioni dei singoli Paesi OPEC in relazione alle previsioni di produzione stanno emergendo in maniera via via sempre più chiara. In particolare, pare che il numero di Paesi che dovrebbe richiedere sicuramente un taglio della produzione finalizzato a sostenere i prezzi dovrebbe essere pari a quattro, ovvero Venezuela, Ecuador, Algeria e Libia.

In modo ancora più specifico, il Venezuela, paventando crolli fino a 20 dollari al barile, ricordano gli analisti ISP, sta auspicando il raggiungimento di 88 dollari al barile quale prezzo di equilibrio. Anche gli altri tre paesi auspicano maggiori prezzi al fine di rendere sostenibile il bilancio dello stato, a fronte di un break-even elevato (Ecuador e Algeria) o di una produzione attualmente ai minimi nonostante la necessità di maggiori entrate (Libia).

Non manca comunque la schiera di Paesi che intende sostenere la presente strategia: tra di essi figurano Arabia Saudita, EAU, Kuwait e Qatar. Il Kuwait vuole mantenere la produttività su livelli massimi a fronte del contenzioso con i sauditi che ha portato all’arresto della produzione in una zona precedentemente in condominio. Il Qatar potrebbe invece ottenere altri vantaggi derivanti dal fatto che, in fin dei conti, ha il più basso costo di estrazione fra i paesi OPEC.

A margine di tali due estremi, vi sono numerosi Paesi che hanno posizioni intermedie e più sfumate. Ad esempio, l’Iran sembra essere alla ricerca di maggiore spazio per poter aumentare la propria produzione dopo la rimozione delle sanzioni mentre l’Iraq, la cui produzione è già ai massimi livelli, vorrebbe valutare un aumento delle proprie entrate grazie a prezzi maggiori, specie considerando l’instabilità del paese e i contenziosi circe le entrate provenienti dal Kurdistan. Ulteriormente, l’Angola, che nei passati incontri sostenne un taglio della produzione, è oggi impossibilitata ad aumentare la propria offerta a fronte dei bassi investimenti, fronteggiando di conseguenza stringenti necessità di bilancio pubblico. Infine – ricordano ulteriormente gli analisti ISP – le finanze pubbliche della Nigeria necessiterebbero anche esse prezzi maggiori.

Intanto, proprio ieri lo US Department of Energy (DOE) ha comunicato che la scorsa settimana le scorte totali di petrolio greggio statunitense sono aumentate di 0,96 milioni di barili a 488,25 milioni di barili (+0,2% s/s e +27,5% a/a), contro stime di consenso che prevedevano un aumento di 1,20 milioni di barili.

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