BANCHE ITALIANE

Opzioni binarie su banche, futuro positivo?

Sono tendenzialmente positive le proiezioni che i principali analisti internazionali stanno producendo, proprio in questi giorni, sulle banche italiane. Complici, naturalmente, anche i dati sui prestiti concessi dagli istituti di credito tricolori, che nel corso delle ultime settimane sono tornate a crescere: una tendenza che ha riguardato tutti gli istituti bancari tricolori, con la sola eccezione di Ubi Banca, che nel primo trimestre 2015 hanno condotto i finanziamenti in rialzo dell’1,2%.

A confortare le previsioni positive sugli investimenti binari nelle banche sono anche le stime condotte da Nomula, con la banca d’affari che stima una crescita dei prestiti in Italia nel corso dell’anno, e condizioni economiche in fase di risollevamento.

Di fatti, riportava il quotidiano finanziario Milano Finanza, l’effetto del calendario da una parte, e i minori rendimenti dall’altra, hanno portato le banche italiane a registrare un margine di interesse più basso (tranne Mediobanca). Tuttavia, la maggior parte degli istituti di credito tricolori ha anche affermato di attendersi un net interest income stabile o in miglioramento per il resto dell’anno, magari grazie a un costo più basso del funding.

Alla luce di questo, ne è derivato che il più basso margine di interesse nel primo trimestre è stato compensato da forti ricavi da commissioni, trainati principalmente dalla crescita (significativa) del risparmio gestito, e dai guadagni sul trading.

“Come risultato della crescita dei prestiti, le banche italiane hanno mostrato rwa superiori al previsto: +3% trimestre su trimestre in media. Tuttavia, questo è stato parzialmente compensato da un maggior patrimonio netto a seguito del miglioramento delle attività finanziarie disponibili per la vendita” – spiegano ancora gli analisti di Nomura.

In aggiunta a quanto sopra, sembrano essere positive le proiezioni sulla qualità del credito, destinata a migliorare. I non performing loans da una parte, e i crediti deteriorati dall’altra, sono infatti rimasti stabili nel corso del primo trimestre (in alcuni casi, perfino in diminuzione, vedi Unicredit). Un trend che ha permesso alle banche italiane di ridurre il costo del rischio, con copertura delle sofferenze stabile.

Dunque, sulla base di tali valutazioni – e non solo – gli analisti di Nomura hanno aggiornato le stime sulle banche italiane, scontando margini da interesse inferiori al previsto. Tra le banche che Nomura consiglia di acquistare spicca Ubi Banca, che per la banca d’affari sarebbe oggi scambiata a 0.8 volte il nav 2015, rimanendo la “mid-cap preferita in Italia”.

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