Opzioni binarie sul dollaro, cosa aspettarsi dalla Fed?

La Federal Reserve ha deliberato una breve pausa nella sua corsa al rialzo dei tassi di interesse di riferimento, con l’impressione che tale momento di stand by sia condizionato soprattutto dal deterioramento dello scenario economico finanziario (e socio politico) globale, piuttosto che da elementi endogeni.

Di fatti, sul fronte americano è facile riscontrare come il miglioramento dei dati sia oramai in corso da diverso tempo, con l’obiettivo della piena occupazione che appare essere piuttosto vicino, e con la dinamica dell’inflazione che risulta essere in ulteriore accelerazione.

Per quanto attiene le scelte in merito ai tassi, nel corso degli ultimi giorni, diversi membri del FOMC hanno sì difeso la scelta di lasciare i tassi invariati a marzo sulla base dell’incertezza generata dai fattori internazionali, ma hanno anche segnalato di essere favorevoli a nuovi rialzi nel corso del 2016, per un numero sostanzialmente pari a 2 o, se la situazione dovesse fortemente migliorare, anche 3 (sfumato sembra invece essere l’auspicio di 4 rialzi, come pronosticato dai più – ma non da noi – a fine 2015). .

In tal proposito, fermo restando che a nostro giudizio il momento più favorevole per un rialzo dei tassi potrebbe avvenire a giugno, diversi membri Fed (Williams, Lockhart, Harker, Bullard) hanno avvisato che in realtà la prossima mossa potrebbe arrivare anche alla riunione del 26-27 aprile. I mercati, da parte loro, attribuiscono una probabilità attualmente molto bassa a tale scenario (14 per cento), scontando la prossima mossa con probabilità maggiore del 50 per cento soltanto da luglio in poi.

Ad ogni modo, è oggi troppo presto per poter scommettere su quel che accadrà. Per il momento non possiamo far altro che puntare gli occhi con grande attenzione al calendario macroeconomico a stelle e strisce, visto e considerato che proprio da tali appuntamenti potrebbe finalmente venire meno la divergenza tra Fed e mercati, e alcune divergenze in seno alla stessa Fed.

Se i dati in corso di pubblicazione dovessero essere positivi, o migliori delle attese (in particolare, l’employemnt report atteso per i prossimi giorni potrebbe confermare il sostanziale raggiungimento della piena occupazione), potrebbero esserci utili spunti per la Fed per cogliere l’attimo e deliberare un nuovo rialzo nella riunione di aprile. Se dovessero invece esserci scenari poco chiari sul fronte macro, o lo scenario internazionale dovesse mostrarsi molto più deteriorato del previsto, il rialzo sarebbe rimandato ad almeno giugno.

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