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Quantitative easing BCE, ecco cosa si attendono gli analisi JP Morgan

Tra le tante notizie deludenti in ambito macro, quella relativa alla variazione dei prezzi al consumo sembra essere quella maggiormente distante rispetto ai target BCE: l’inflazione della zona euro a gennaio è infatti stata rivista al ribasso al +0,3% su base annua dal +0,4% preliminare, contro stime degli analisti pari a una conferma del dato preliminare. E sebbene rispetto al +0,2% di dicembre c’è comunque stata una lieve accelerazione, è su base mensile che i dati sono più negativi: -1,4%.

Proprio sulla base di quanto sopra, si è rapidamente riacceso il dibattito sulle mosse che adotterà il Consiglio direttivo della Bce il prossimo 10 marzo, anche alla luce – ricordava il quotidiano MF – delle critiche alla politica dei tassi sui depositi sotto zero espresse dal presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, convinto che possa scatenare una corsa agli sportelli.

Risulta dunque di interesse comprendere cosa ritengano, in merito, alcuni dei principali analisti. Gli economisti di JPMorgan, ad esempio, hanno qualche giorno fa affermato di attendersi che la Bce nel meeting di marzo annunci un ulteriore taglio dei tassi sui depositi di 20 punti base, portandoli così a -0,50%, un aumento degli acquisti mensili di bond nell’ambito del programma di Qe di 10 miliardi di euro, in modo da arrivare a 70 miliardi al mese, un’estensione della durata del Qe fino a metà 2017 e altre due Tltro (operazioni mirate di rifinanziamento delle banche a più lungo termine) durante il secondo semestre del 2016.

Non solo: JPMorgan si aspetta inoltre “un ulteriore allentamento a giugno, con un nuovo taglio sui tassi di deposito di 20 punti base e un’estensione della durata del Qe di altri sei mesi”.

Se sarà o meno così, bisognerà attendere qualche giorno per comprenderlo. Con il rischio, più che evidente, che si compiano gli stessi errori di dicembre: alimentare eccessive aspettative su quel che accadrà, con il pericolo di vederle radicalmente smentite quando il comitato della Bce assumerà le decisioni sul da farsi. A dicembre i mercati non presero particolarmente bene le scelte del numero 1 Mario Draghi, che di fatti poco dopo – anche al fine di correggere il tiro – ricordò che il proprio istituto monetario sarebbe comunque stato pronto, nel futuro a breve termine, a prendere ogni decisione utile… Il momento della verità, non è mai stato così prossimo.

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