Quotazioni di ferro, altalena dipendente dalla Cina

Grazie all’ampio rialzo che è stato registrato nel corso del primo trimestre del 2016, le quotazioni del ferro hanno raggiunto i livelli massimi da inizio anno toccando quota 61.5 dollari per tonnellata a inizio marzo 2016. Tuttavia, da tale picco, le quotazioni del ferro hanno successivamente perso terreno, e anche in misura particolarmente celere, andando a scendere verso un livello medio di circa 55 dollari per tonnellata (considerando come riferimento per il materiale ferroso il contratto future sul primo mese scambiato sulla borsa di Singapore AsiaClear, il cui indice è calcolato come una media aritmetica di tutti i prezzi di riferimento pubblicati da The Steel Index riferiti a contratti in scadenza nel corso del mese).

Per quanto concerne le determinanti che sembrano aver influenzato tale trend del materiale ferroso, si può ben ricordare come nei primi mesi del 2016, il ferro sia salito soprattutto per un outlook più favorevole in Cina, a fronte di segnali di un rimbalzo della domanda, margini in espansione per le acciaierie e una nuova ondata di interesse da parte degli investitori che ha alimentato un’ampia speculazione su tutto il comparto delle commodity.

Dunque, se tali determinanti sembrano essere veritiere, lo stesso dovrebbe essere per quanto concerne la principale giustificazione del trend inverso. Di fatti, e al contrario di quanto accaduto nei primi mesi del nuovo anno, le perdite registrate nell’ultimo mese sembrano essere state guidate soprattutto da un approccio più cauto proprio da parte degli stessi compratori cinesi, evidentemente spaventati dalle misure intraprese dalle autorità locali per poter frenare (o cercare di farlo, considerato che non è affatto semplice) le pressioni speculative sui mercati delle materie prime e da offerta in rialzo.

Ne è derivato che la scorsa settimana le scorte presso i porti cinesi sono salite al di sopra delle 100 milioni di tonnellate e potrebbero salire ulteriormente. I principali produttori di ferro in Australia e Brasile hanno espresso la preoccupazione che la produzione mondiale dovrebbe continuare ad espandersi nei prossimi mesi.

Alla luce di ciò, è ben difficile compiere delle previsioni su quelle che potrebbero essere le evoluzioni delle quotazioni del ferro nei prossimi mesi. Molto dipenderà dai movimenti tecnici delle prossime settimane, dei quali vi daremo nuovi aggiornamenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *