Trading Dollaro, cresce la fiducia dei consumatori

Negli Stati Uniti i dati pubblicati qualche giorno fa hanno visto un significativo aumento della fiducia dei consumatori, che è risultato essere particolarmente marcato nel corso del mese di dicembre. L’indice elaborato dalla Conference Board – nella sua ultima elaborazione dello scorso anno – è salito, infatti, ai massimi dall’agosto 2001 passando dai 109,4 punti di novembre a 113,7 punti e superando così il consenso di 109,0 punti, formulato dagli analisti internazionali.

Si noti, in tal proposito, che i progressi hanno interessato sia la componente prospettica, passata da 94,4 punti a 105,5 punti sui massimi dal dicembre 2003, che quella relativa alla situazione corrente, balzata da 126,1 punti a 132 punti. A guidare il miglioramento del sentiment presso le famiglie sono le aspettative sulla politica fiscale della nuova Amministrazione Trump in relazione a mercato del lavoro, tasse e regolamentazione: c’è anche l’impressione che Trump possa dar sfoggio di una buona parte delle promesse formulate per spingere l’economia a stelle e strisce nel corso dei suoi primi 100 giorni, contribuendo così a determinare l’attesa spinta già nel corso dell’anno e, probabilmente, anche dalla metà dell’esercizio.

Positiva peraltro è anche l’evoluzione dell’indice di fiducia regionale della Fed di Dallas per il settore manifatturiero che in dicembre sale da 4 punti a 8 punti battendo le previsioni di 5 punti. Infine, riguardo al mercato immobiliare, sono state pubblicate qualche giorno fa anche le statistiche relative all’indice Case Shiller che hanno registrato un’accelerazione nei prezzi delle case nelle 20 principali aree metropolitane dal +5,03 per cento anno su anno di settembre a +5,1 per cento anno su anno, contro aspettative di una crescita stabile a +5,03 per cento su base annua.

Parziale delusione è invece giunta qualche ora dopo la pubblicazione delle statistiche di cui sopra, quando ha visto la luce l’ultimo dossier statistico dell’anno in relazione ai dati di vendita delle case, che hanno registrato una significativa contrazione passando da +0,1 per cento mese su mese di ottobre al -2,5 per cento mese su mese a novembre: le attese da parte dei principali analisti invece di una crescita più rapida di quella di ottobre, e pari a 0,5 punti percentuali mese su mese. A pesare è sia l’aumento dei tassi di interesse, che ha generato pressioni sui costi dei mutui, sia l’offerta di case inferiore alla domanda, con spinta al rialzo dei prezzi delle abitazioni.

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